Ronzulli (Fi): «Tutti per il No E il popolo scelga il leader»

Milano Prima vincere il referendum, poi pensare alla politica. La priorità per Licia Ronzulli è la battaglia per il No. Per questo, lei che sta nell'ufficio di presidenza di Forza Italia (ed è uno dei pontieri fra azzurri e Carroccio) sabato era a Firenze con la Lega di Matteo Salvini e i Fratelli d'Italia: «Una manifestazione di cui sapevamo già da mesi - dice - ne avevano parlato Salvini e il presidente Berlusconi in uno dei loro incontri. La manifestazione era sul referendum, per questo hanno parlato soprattutto i sindaci che vivono più degli altri storture e complicazioni patologiche della riforma. Non era un evento di partito, era aperto a tutti, come Bologna l'anno scorso».

La concomitanza con l'altro evento del giorno, il Megawatt di Stefano Parisi a Padova, ha innescato l'inevitabile contrapposizione delle diverse prospettive del centrodestra: da un lato Salvini e la destra stile Donald Trump, dall'altra l'ex candidato sindaco di Milano, il «liberal-popolare» Parisi, che ha sottolineato: «Noi non siamo la cosa che c'è a Firenze». «Non so a chi volesse riferirsi - osserva Ronzulli - ma senza volerlo ha offeso molti militanti di Forza Italia che sono andati a Firenze, e tanti sindaci che hanno rivendicato essere di Forza Italia, in un giorno particolare, quello della rottura sulla giunta di Padova». Dai due eventi emergono prospettive politiche diverse, e forse due ambizioni da leader: «Salvini - riflette Ronzulli - sa bene che per governare ha bisogno di tutta la coalizione, del centrodestra unito. Forse al posto suo avrei aspettato l'esito del referendum, ma ognuno fa ciò che vuole. Fossi in Parisi mi concentrerei sulla missione assegnatagli da Berlusconi: allargare la base di Forza Italia. I ragionamenti sulle candidature sono prematuri e i leader non li scegliamo noi ma il popolo».

AlGia

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