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Saif e le ombre della spedizione diretta a Gaza. Soldi del terrore dietro le barche degli attivisti

Abukeshek, agli arresti, considerato un pericoloso jihadista. E la sua fondazione canalizza il denaro con bilanci nascosti

Saif e le ombre della spedizione diretta a Gaza. Soldi del terrore dietro le barche degli attivisti
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Stessa rotta, stesso epilogo annunciato. Ma questa volta la Flotilla diretta verso Gaza finisce anche al centro di un'indagine giudiziaria in Italia. A Roma, infatti, la Procura ha aperto un fascicolo per sequestro di persona dopo tre esposti presentati in seguito all'abbordaggio delle imbarcazioni.

Al centro di uno degli esposti c'è anche Saif Abukeshek Abdelrahim, cittadino palestinese che sarebbe stato prelevato con la forza e arrestato in Israele. Un nome che incrocia un altro fronte: quello dei finanziamenti.

Dopo il caos esploso nel 2025 sui presunti fondi riconducibili ad Hamas culminato con l'arresto di Hannoun gli organizzatori della cosiddetta "Spring Mission" hanno provato a correre ai ripari costruendo una veste giuridica più presentabile, almeno sulla carta. Il 22 gennaio scorso, nel silenzio generale, nasce in Spagna la Fundación Global Sumud Flotilla, una struttura, sembrerebbe, creata ad hoc per incanalare il flusso di denaro legato all'iniziativa. È la stessa organizzazione della Flotilla a rivendicare: "Tutte le donazioni e i proventi transitano attraverso la fondazione spagnola", senza però indicarne nome e riferimenti.

Peccato che, almeno per ora, quei soldi sono invisibili. I bilanci non ci sono: la fondazione ha sei mesi di tempo per pubblicarli e fino ad allora nessuna trasparenza. Ma il punto più delicato è proprio lui: Saif Abukeshek Abdelrahim. Oggi detenuto in Israele, è anche il presidente della nuova fondazione. Non un volto qualsiasi: già attivo accanto agli organizzatori della precedente missione, è indicato da Israele come membro del PCPA, considerato vicino ad Hamas.

Esiste infatti un documento, firmato da Hamas e di cui Il Giornale è in possesso, che elenca le figure di riferimento in Europa: tra queste compare proprio il nome di Abukeshek Abdelrahim.

E non finisce qui. Il sistema sembra chiudersi su se stesso. Le navi della missione si legge sul sito ufficiale della Flotilla vengono acquistate tramite una "società operativa partner". Anche in questo caso emerge una coincidenza rilevante: Abukeshek Abdelrahim risulta amministratore della Cyber Neptune, società definita da Israele una "shell company", utilizzata per controllare decine di imbarcazioni della flottiglia con fondi legati ad Hamas.

Anche in questo caso stesso schema: struttura recente nata nel maggio 2025 e bilanci non disponibili. Il quadro che emergerebbe è quello di un sistema a scatole cinesi: una fondazione che raccoglie fondi, una società che gestisce le navi, lo stesso uomo al vertice di entrambe. Tutto formalmente in regola ma, nei fatti, difficilmente verificabile.

Proprio in questi giorni ACOM, l'Associazione per l'azione e la comunicazione sul Medio Oriente, ha presentato una denuncia alla

Commissione spagnola per la prevenzione del riciclaggio: nel mirino le presunte irregolarità nei finanziamenti dell'operazione.

Cambia la forma, dunque, ma il dubbio resta: che dietro la nuova Flotilla si nascondano le stesse ombre?

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