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La salute dell'intestino

È sbagliato affidarsi solo agli integratori delle pubblicità per risolvere i problemi. Il rischio è trascurare potenziali neoplasie al colon

La salute dell'intestino

"Problemi intestinali? dolori addominali? Stitichezza? Diarrea? Flatulenza? Potrebbe essere il colon irritabile". Così recitano molte delle pubblicità di integratori alimentari, proposte a ritmo martellante a tutte le ore e su tutte le reti, ipotizzando una diagnosi medica in diretta tv ed invitando il pubblico televisivo a provare queste o quelle compresse, ovvero prodotti da banco per regolarizzare l'intestino e risolvere i disturbi mentali dell'evacuazione dell'alvo, i quali, per la massiccia diffusione degli spot, pare siano diventati il principale problema nazionale. Peccato che tali informazioni, per carità legittime e finalizzate al libero commercio dei prodotti para farmaceutici, indirettamente invitino i telespettatori, rassicurandoli su una soluzione rapida del loro problema intestinale, a rimandare un consulto medico per capire le reali cause dei disturbi addominali persistenti, che in molti casi si riveleranno più importanti di un modesto colon irritabile.

I sintomi elencati negli spot pubblicitari infatti, quando durano più di una o due settimane, andrebbero obbligatoriamente valutati da un medico specialista, con esami ematologici, chimici e strumentali, per escludere la patologia che più di frequente li provoca, ovvero il Cancro del colon-retto, uno dei tumori più diffusi nel nostro Paese, e in allarmante aumento nei soggetti al di sotto dei 50 anni. La maggior parte di questi tumori nella loro fase iniziale non provoca sintomi, le neoplasie derivano quasi tutte dalla trasformazione in senso maligno di polipi intestinali adenomatosi, anche piccoli e tutti inizialmente benigni, i quali, pur non avendo cellule tumorali al loro interno, sono sempre considerati forme potenzialmente precancerose, motivo per cui vengono estratti ed eliminati con un raggio laser durante ogni esame di colonscopia.

Quando invece il tumore intestinale cresce, si infiltra ed aumenta di dimensione, esso inizia a provocare disturbi molto variabili, condizionati da diversi fattori, quali la sede del cancro, la sua estensione e invasività , la sua capacità occludente del colon e soprattutto la sua peculiarità di provocare perdite ematiche minime e continue, in grado di anemizzare a poco a poco il paziente portatore, per cui quando compare in un soggetto una anemia ingiustificata, accompagnata da stanchezza cronica e da una perdita di peso corporeo, si deve sempre sospettare una neoplasia intestinale, specialmente se accompagnata da un cambiamento delle abitudini intestinali, come stitichezza alternata a diarrea, un campanello d'allarme indicativo e da non sottovalutare. Quando la neoplasia è localizzata nel colon ascendente, cioè quello situato nella parte destra dell'addome, l'alvo tende ad essere tendenzialmente diarroico, a causa del deficit di assorbimento provocato dalla malattia, mentre nelle localizzazioni del colon discendente, sito nella parte sinistra dell'addome, compare spesso la stipsi da ostruzione meccanica o infiltrazione del tumore nei tessuti locali.

Il cancro del colon-retto è una delle neoplasie maligne più facilmente diagnosticabili fin dal suo esordio, perché immediatamente visibile alla colonscopia e quindi riconoscibile in una fase precoce, spesso guaribile, per cui è buona norma sottoporsi a questo esame strumentale almeno ogni cinque anni dopo i 50 anni, e naturalmente prima se in presenza di sintomi addominali sospetti o familiarità accertata.

Stesso discorso vale per il cancro del retto, la parte terminale dell'intestino, una neoplasia questa, che produce i segni della sua presenza molto più precocemente del tumore del colon, in quanto la sua sintomatologia caratteristica coinvolge quasi sempre la funzionalità dello sfintere anale, provocando spesso tenesmo, ovvero la sensazione di svuotamento incompleto dell'ampolla rettale dalle feci, che perdono la classica forma cilindrica e appaiono ristrette nel calibro, e soprattutto questo tumore provoca sempre sanguinamento evidente, inizialmente capillare e poi visibile ad occhio nudo sulle feci, purtroppo troppo spesso attribuito dai pazienti stessi ad ipotetiche emorroidi. L'errore più comune e più frequente questo, commesso dalla maggioranza dei soggetti che trovano tracce di sangue sulla carta igienica.

Il dolore in zona rettale, il bruciore o il prurito anale, il senso di peso nel retto infatti, sono sintomi che devono essere attribuiti ad una causa patologica non dal paziente ma dal medico proctologo dopo una visita accurata, eventualmente confortata anche da una retto-sigmoido-scopia, l'esame principe che può confermare od escludere la presenza del cancro. Il tumore del retto è curabile in una alta percentuale di casi nelle fasi iniziali, quando ancora la sua estensione è limitata alla prete intestinale, e quindi , se si inizia ad avere sintomi specifici, anche sfumati, prima di andare in farmacia ad acquistare la pomata per le emorroidi consigliata in tv o sui social, è sempre meglio chiedere consiglio e una visita medica allo specialista proctologo o gastroenterologo.

L'adenocarcinoma del colon-retto è ancora al terzo posto per incidenza dopo il cancro al seno(11,6%) e quello al polmone (11,4%), ma è la seconda causa di morte a livello globale, dove colpisce oltre 1 milione di persone ogni 12 mesi, con tassi più elevati nei Paesi ad alto reddito.

Ogni anno in Italia si registrano oltre 50mila nuove diagnosi di cancro intestinale, è la malattia più frequente dopo i 60 anni, con un incremento annuo dell'1% sotto i 50 anni, ma nel nostro Paese la mortalità per tumore del colon-retto, grazie ai programmi di screening per la diagnosi precoce, risulta ridotta dell'11% ed è in costante calo in tutte le fasce d'età.

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