Salvini aggredito al comizio: gli strappano camicia e rosario

L'odio rosso arriva a Pontassieve. Una donna ha messo nel mirino il leader della Lega. Ma lui: "Al voto vinciamo 7-0"

Salvini aggredito al comizio: gli strappano camicia e rosario

Matteo Salvini aggredito a Pontassieve. Nel fortino di Renzi, l'odio rosso a quanto pare ha messo nel mirino l'ex ministro degli Interni. Impregnato nella sua campagna elettorale per le Regionali in Toscana, Salvini di fatto avrebbe subito una vera e propria aggressione ritrovandosi con la camicia strappata e catenina col rosario danneggiata. A segnalare l'aggressione è stato l'ex sottosegretario Guglielmo Picchi su Twitter: "Salvini aggredito a Pontassieve da una facinorosa militante antifascista che gli ha strappato camicia e rosario. I veri democratici". Secondo quanto riporta Repubblica Firenze, la donna che ha avvicinato il leader della Lega è una 30enne congolese. Pronto l'intervento degli agenti di polizia presenti sul posto hanno fermato la giovane donna che, secondo la Digos era "in stato di alterazione". Sempre secondo quanto riferito da alcuni testimoni la donna lavora al Comune di Pontassieve con un progetto di servizio civile e stava tornando dall'ufficio quando ha incrociato per strada Salvini.

Non è la prima volta che il leader della Lega. Una su tutte quella del 2014 nei pressi del campo nomadi di via Erbosa a Bologna. In quel caso una ventina di attivisti dei collettivi bolognesi avevano assaltato l'auto del leader del Carroccio. A bordo di quell'auto in quella occasione viaggiavano l'allora candidato alla presidenza della Regione, Alan Fabbri, le consigliere comunali di Bologna, Lucia Borgonzoni e Mirka Cocconelli. Ma quella di oggi a Pontassieve di fatto potrebbe eguagliare quella di Bologna per la gravità dei fatti. A questo si aggiungono poi le minacce subite da alcuni ristoratori toscani colpevoli di ospitare un pranzo elettorale del Carroccio proprio a Pontassieve.

Tutto bene tranquilli, nessun problema fisico", ha commentato Salvini dopo l'aggressione. "La camicia strappata la posso ricomprare, il Rosario strappato con violenza dal collo che mi aveva donato un Parroco purtroppo no", ha continuato il leader del Carroccio che ha deciso di non interrompre il tour in Toscana. "A questa rabbia rispondo col sorriso e col lavoro, evviva l’Italia delle donne e degli uomini che credono nella libertà, nella serenità e nel lavoro", ha quindi concluso spiegando che per la signora che lo ha aggredito non prova rabbia ma "solo pena e tristezza". "Avanti, senza paura e a testa alta".

In mattinata il Capitano ha visitato una fabbrica di Scandicci. Nel corso della visita ha messo nel mirino il premier Giuseppe Conte replicando alle sue parole pronunciate ieri sera dalla Festa dell'Unità: "La gente mi chiede di risolvere i problemi del lavoro. Conte è l’unico che ride in questo periodo. Va alla Festa dell’Unità e ride, mangia, buon per lui. Ci sono molti italiani che non hanno niente da ridere e poca da mangiare".

E sempre il leader della Lega è poi intervenuto in collegamento a L'Aria Che Tira su La7 spiegando qual è il suo pronostico per le Regionali del prossimo 21 e 22 settembre: "La vittoria della Lega in Toscana? Sarà un voto dei toscani per i toscani, che vogliono il cambiamento. Il 7 a 0 per le regionali è un'esagerazione? No, sento che c'è voglia di cambiamento. Fuori dai sondaggi, perché l'unico sondaggio vero è il voto". Infine l'ex ministro ha "bombardato" ancora una volta il ministro all'Istruzione, Lucia Azzolina, confermando la mozione di sfiducia presentata dalla Lega: "La prossima settimana presenteremo una mozione di sfiducia. Ce lo stanno chiedendo le famiglie. Se fossi veneto cosa voterei, la lista Lega o la lista Zaia? La lista Lega, perché sono della Lega. Ma cosa conta è quanti voti abbiamo insieme rispetto alla sinistra".