"Matteo, Matteo, Matteo" ripetono in coro i militanti applaudendo. "Vai Matteo!". Urlano. Così i leghisti hanno accolto il segretario del Carroccio a Rivisondoli, in Abruzzo. "Tre giorni straordinari" li ha definiti Salvini. Tre giorni intensi dovei militanti della Lega, in particolare del centro sud, si sono ritrovati. Ricompattati, al fianco del suo segretario. "È andata bene!", ci dice fiero l'organizzatore Claudio Durigon. Sala gremita per Matteo Salvini accompagnato dalla sua inseparabile Francesca. Il vicepremier ha parlato molto di libertà e di pace. Di una Lega che "c'è, decide e incide". L'intervento è tutto incentrato sugli obiettivi del partito, quelli raggiunti e quelli ancora da raggiungere. Con chi, però, "non è attaccato alla poltrona" ci tiene a specificare il segretario. "Non abbiamo bisogno di pesi improduttivi: qualcuno ritiene che il suo seggio sia garantito da altre parti? Vai, perché la storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla" ha tuonato. In sala solo applausi. Scroscianti. In molti, però, hanno subito pensato al grande assente, all'ex generale Roberto Vannacci. Oggi europarlamentare della Lega e vicesegretario federale. Una nomina importante. C'è chi dice (ma sono solo voci di corridoio) che mercoledì Vannacci possa dire ufficialmente addio al partito che lo ha portato dritto a Bruxelles per fondare un movimento tutto suo. Nuovo, che guarda a destra. A quella "estrema". Con lui dovrebbero andare via anche due deputati. Uno sarebbe l'onorevole Rossano Sasso, ma Salvini mette le cose in chiaro: il "chi esce dalla Lega finisce nel nulla", non è riferito a Vannacci, ma ai deputati Davide Bergamini e Attilio Pierro che nelle scorse settimane hanno lasciato il partito e hanno aderito a Forza Italia. Poi aggiunge che vedrà il generale in settimana. A Rivisondoli, nell'hotel famoso per le sue calde e accoglienti piscine, che i leghisti hanno visto solo dalla finestra, non si parla di Vannacci. I giornali parlano dell'uscita anche dell'onorevole Domenico Furgiuele. Una notizia! Proprio sabato ci aveva detto che "la Lega" è la sua "casa". Anche lei è pronto per andare via con Vannacci? "Lei mi vede? Io sono qui, al fianco di Salvini. È da tre giorni che sono qui, basta questo per capire da che parte sto" ci dice quasi infastidito, e dà la colpa ai giornali.
Lo stesso fa il leader del Carroccio che dice di leggere titoli "distonici" di alcuni quotidiani sul rapporto con il generale. Matteo Salvini ci ha tenuto a specificare che "la Lega è una famiglia, una comunità, non una caserma". Poi, il capitano, si degrada: "Qualcuno mi chiama capitano, ci sono generali, marescialli, colonnelli, ma la forza della Lega è la truppa, il popolo". Un popolo che sembra crescere. "Il tesseramento" segna un +34%. Il segretario ha parlato della sua classe dirigente, "la stimo e la responsabilizzo", ha detto. Ha anche parlato dell'affidabilità della Lega, "fedele agli alleati", ma ha specificato che "la Lega è la Lega" e che porterà avanti le sue battaglie. Una su tutte: l'autonomia "che non vogliono i governatori di sinistra" e la sicurezza. "Ancora più mani libere" per le forze dell'ordine "nel rispetto del codice" chiede Salvini aggiungendo che ci vorrebbero pene più dure per chi usa i coltelli. Non solo, ha proposto anche una pena accessoria per i "quindici che sfoderano coltelli sui social" (e non solo). "Hai coltello e monopattino, motorino o macchina? Ti porto via anche il monopattino o la patente!". Poi parole chiare indirizzate al Presidente dell'Ucraina: "Abbiamo sentito Zelensky che dopo tutti i soldi, gli sforzi e gli aiuti ha pure il coraggio di lamentarsi.
Amico mio: stai perdendo la guerra, stai perdendo uomini e credibilità. Firma l'accordo di pace il prima possibile. Devi scegliere tra sconfitta e disfatta". E invita tutti il 18 aprile a Milano, per difendere l'Occidente. I nostri valori.