Salva Roma, governo nel caos. Ira di Conte su Salvini: "Non siamo tuoi passacarte"

Il cdm slitta due volte, poi inizia senza i big del Movimento. Il leader della Lega: "Stralcio concordato con chi c'era"

Salva Roma, governo nel caos. Ira di Conte su Salvini: "Non siamo tuoi passacarte"

Per il M5S all'appello c'erano solo i ministri Lezzi e Bonisoli. Tutti presenti invece gli esponenti della Lega. Il Consiglio dei ministri che tanta tensione aveva già creato nel governo, ora manda nel caos l'esecutivo. Al centro dello scontro il "Salva Roma" voluto dai grillini e contestato dai leghisti. Si tratta forse di una delle frizioni più gravi tra gli alleati gialli e verdi.

Tutto inizia quando, intorno alle 20, Matteo Salvini si presenta di fronte alle telecamere per annunciare che "il Salva Roma non c'è" più nel decreto Crescita. La notizia scuote la politica e inizia il valzer delle smentite. I Cinque Stelle, infatti, smentiscono subito le rivelazioni del vicepremier leghista e Conte fa trapelare irritazione per l'"accelerata" del leader del Carroccio: "Il cdm è un organo collegiale - lo sfogo del premier raccontato all'Adnkronos - non siamo qui a fare i tuoi passacarte. Devi portare rispetto a me e a ciascuno dei ministri che siedono intorno a questo tavolo".

L'intesa con il premier sullo stralcio, infatti, "non ci sarebbe mai stata" tanto che la "prova di forza di Salvini" di fronte ai cronisti avrebbe spinto l'alleato di governo Luigi Di Maio, assente a Palazzo Chigi per registrare una trasmissione televisiva, a prendere parte al Cdm a riunione in corso.

È dal pomeriggio che Lega e M5S si punzecchiano a distanza su i temi più diasparati. Ormai le liti sono all'ordine del giorno. I grillini chiedono a gran voce le dimissioni di Siri, difeso a spada tratta dal segretario del Carroccio ("si è colpevoli se si è condannati non se si finisce sui giornali"). Ma il vero nodo politico è sul salva Roma. La Lega da giorni ripete di non voler approvare quello che viene definito un regalo alla Raggi. "Abbiamo chiesto al presidente del consiglio Conte che tutti i comuni in difficoltà vengano aiutati nella stessa maniera, non qualcuno prima e qualcuno dopo", spiega il leader della Lega prima del Cdm, convinto che invece ci sarà "un provvedimento ad hoc per tanti comuni in dissesto, in predissesto, indebitati, in difficoltà economica al nord, centro e sud". Diversa, però, la posizione grillina. Mentre Salvini parla, infatti, fonti del M5S fanno sapere all'Adnkronos che in Cdm non era ancora stato discusso il dl Crescita (presente nel teso entrato in Consiglio) e quindi "non si è potuto stralciare nulla, men che meno il salva-Roma".

La decisione finale (e ufficiale) dovrebbe comunque arrivare in serata (anche se si ipotizza una sospensione dei lavori e il rinvio a domani mattina). La tensione è tanta, inutile negarlo. "Nessuna crisi di governo, l'Italia ha bisogno di un governo per quattro anni - giura Salvini - Il mio rapporto con M5s è buono. Non ho tempo nè voglia di litigare con nessuno". Ma la realtà appare diversa. La riunione infatti è slittata due volte nella giornata. Poi è iniziata intorno alle 19. Assente Di Maio, che aveva preferito raggiungere gli studi di La7 per registrare la puntata di Di Martedì. L'assenza in massa del M5S era sembrata un segnale politico, ribaltato però dall'annuncio a sorpresa del ministro dell'Interno. Non è un caso se il vicepremier grillino si è presentato un'ora dopo l'inizio della riunione per dar man forte alle posizioni del Movimento. "La norma non mette un euro sulla capitale, dice soltanto che le banche devono chiedere meno interessi ai cittadini romani per il debito del Comune di Roma", dice il grillino a diMartedì. "Se c'è qualcuno che sta godendo perché non è passata questa norma complimenti. È semplicemente una ripicca verso i cittadini romani".

Secondo quanto apprendono fonti dell'Adnkronos, il Cdm va avanti ad alta tensione. Il ministro Giovanni Tria, parlando della misura caldeggiata dal M5S, avrebbe detto che "è a costo zero" e non comporterebbe "nessun onere per lo Stato". La Lega, però, tiene il punto e non cede sulla norma perché "non ci sono cittadini o Comuni di Serie A e si Serie B, i romani meritano di più, non una norma Salva Raggi".

Intanto nel decreto crescita all'esame del Cdm c'è anche la norma per i rimborsi ai risparmiatori truffati delle quattro banche fallite (Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti) e delle due venete. Secondo quanto si apprende, la disposizione entrata nel testo in ingresso in Cdm, che potrebbe subire modifiche, ricalca lo schema del 'doppio binario' concordato con Bruxelles e avallato da 17 associazioni dei risparmiatori. "Oggi parte una norma che inizia ad aiutare - dice il ministro dell'Interno - So che ci sono interlocuzioni con la Ue per allargare la platea" di chi riceverà i rimborsi "ma c'è un'urgenza, quella di rimborsare subito chi è più in difficoltà".

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