Gli scafisti adesso cercano personale. "Volete lavorare nell'immigrazione verso l'Italia?"

Le partenze dalla Tunisia verso l'Italia sono in aumento, come dimostrano i numeri di quest'ultimo weekend

Gli scafisti adesso cercano personale. "Volete lavorare nell'immigrazione verso l'Italia?"

Le partenze dalla Tunisia verso l'Italia sono in aumento, come dimostrano i numeri di quest'ultimo weekend. Lo avevamo previsto durante i monitoraggi delle chat dei trafficanti e le migliaia di persone sbarcate in pochi giorni a Lampedusa l'hanno confermato. L'intensificazione del fenomeno non ha conseguenze solo per il nostro Paese ma impone anche ai facilitatori una nuova organizzazione, come si evince dagli annunci di lavoro che hanno iniziato a comparire in quelle stesse chat in cui si propongono le partenze.

Aumentano i migranti che cercano di lasciare la Tunisia ma aumentano anche gli arresti effettuati nel Paese nordafricano, che nelle ultime settimane ha incrementato i controlli per bloccare e rallentare le partenze illegali. Inoltre, con l'arrivo della bella stagione e di un numero maggiore di giorni propizi per effettuare i lanci, è evidente che le organizzazioni abbiano necessità di più personale per tenere in piedi i loro traffici illegali. Quasi come se fossero attività stagionali, questo è il momento in cui si cercano le varie figure da inserire nella «catena» per l'organizzazione e la gestione delle partenze.

«C'è un socio tra voi che vuole lavorare con me nell'immigrazione via mare da Sfax, in Tunisia, all'Italia? Deve radunare la gente che vuole emigrare», si legge nell'annuncio. Quello che viene proposto è un ruolo da «koxeur», come ci ha spiegato uno dei trafficanti. Si tratta del primo anello dell'organizzazione, che ha il compito di intercettare i migranti che vogliono partire e di formare i gruppi in base alla disponibilità sulla barca del momento. Questa figura non è autorizzata a prendere i soldi dai migranti ma a lui viene elargita solo una percentuale.

«Ciao famiglia, c'è un camo? Chi vuole capire, capisca», si legge in un altro messaggio più discreto del precedente, forse per dare meno nell'occhio. La figura ricercata è il «camorasseur», che i migranti spesso abbreviano in «camo», ossia la figura adibita all'organizzazione materiale del viaggio. Esistono varie mansioni tra i «camorasseur» e anche loro spetta solo una piccola percentuale per ogni persona che compone il convoglio...

Queste due figure collaborano a stretto contatto tra loro e lavorano sempre a terra, principalmente nelle città costiere. Ma l'organizzazione ha necessità di avere anche persone che operano a bordo dei convogli e queste vengono solitamente cercate tra i migranti stessi: comandanti e bussolieri sono le figure principali da dislocare sui barchini, che come si evince da alcuni video riescono anche a comunicare con l'organizzatore a terra attraverso il telefono satellitare. Ma anche di queste figure sembra esserci carenza nel mercato nero del traffico di esseri umani, perché se fino a qualche settimana fa si leggevano messaggi di persone che si proponevano come capitani, ora, dopo l'eccezionale ondata di partenze, si sta verificando il caso opposto. «Dove sono i veri capitani interessati?», si legge in un annuncio comparso lunedì. Come si evince dalla pressione che viene fatta a chi si dimostra interessato, la ricerca sembra avere anche carattere d'urgenza, nonostante il Ramadan in corso.

Qualcuno vuole tentare le partenze nei prossimi giorni ma la maggior parte, anche a causa del meteo che non sarà favorevole, sta pianificando le partenze dalla seconda metà di aprile in poi per due motivi: alla fine del Ramadan (il 20 aprile) ci saranno più migranti pronti a mettersi in mare e poi, essendo primavera inoltrata, il tempo sarà ancora più clemente per intentare le traversate in sicurezza. Se queste sono le premesse, si preannunciano settimane molto difficili per il nostro Paese, che rischia imponenti ondate incontrollate di migranti.

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