Lo scenario che inquieta il governo: "Ce ne daremo di santa ragione"

I toni si alzeranno, tra elezioni amministrative e semestre bianco: "Ma il governo reggerà fino a ottobre. Poi può succedere di tutto e qualcuno potrebbe uscire"

Lo scenario che inquieta il governo: "Ce ne daremo di santa ragione"

Scintille, risse dialettiche a distanza, accuse incrociate e parole al veleno. Ci sarebbero tutti i presupposti per innescare una crisi di governo, ma il semestre bianco argina ogni possibilità di sciogliere le Camere fino all'elezione del prossimo presidente della Repubblica. Il 3 agosto è vicinissimo e l'esecutivo ha superato quello che rappresentava forse l'ostacolo più intricato: sulla riforma delle giustizia è stata trovata un'intesa che più o meno soddisfa tutti i partiti di maggioranza. L'accordo è stato raggiunto dopo ore febbrili, in cui qualcuno sarebbe arrivato a minacciare di far crollare tutto. Così però non è stato e Mario Draghi resterà a Palazzo Chigi almeno fino a febbraio 2022.

"Può succedere di tutto"

Nelle ultime ore tra Lega e Partito democratico è scoppiato il caos. Sono volati stracci tra Matteo Salvini ed Enrico Letta: il primo ha accusato il segretario del Pd di fare "da palo" al "Conte sabotatore"; il secondo ha replicato sostenendo che ha utilizzato "il linguaggio col quale probabilmente sei abituato a parlare con i tuoi consiglieri facili di pistola". Ma in molti si pongono una domanda: fino a quando si potrà continuare con questi animi infuocati? I due partiti riusciranno a convivere fino al termine della legislatura?

"Non sono frecciatine di facciata, sono attacchi veri che aumenteranno con le prossime settimane considerando che ormai siamo praticamente entrati nel semestre bianco. Ce ne daremo di santa ragione", avvertono chiaramente fonti della Lega a ilGiornale.it. Le quali assicurano che "il governo reggerà fino a ottobre senza chissà quali scossoni effettivi".

I risvolti della partita del Quirinale detterà un ritorno anticipato o meno alle urne. Ma c'è uno scoglio prima, forse ancora più importante: le elezioni Amministrative. Proprio le consultazioni territoriali, "che sono un vero e proprio spartiacque", mettono "a forte rischio gli equilibri interni dei partiti". Tutte le formazioni politiche stanno aspettando questo appuntamento "per tirare le somme e prendere le dovute conseguenze in base agli esiti che verranno fuori". La partita infatti si gioca tutta qui. E dopo? Cosa accadrà? "Poi, da ottobre a febbraio, può succedere di tutto e qualcuno potrebbe uscire fuori dal governo", dicono dal Carroccio.

Chi uscirà dal governo?

Eventualmente quale sarebbe il partito pronto a sfilarsi dall'esecutivo? Gli occhi sono puntati sul Movimento 5 Stelle: ormai i grillini sono in forte imbarazzo nel sostenere Mario Draghi e il loro peso politico si riduce progressivamente. Non a caso Salvini ha parlato di "Conte sabotatore". Nella Lega sono certi: "Conte ha già perso il controllo dei gruppi. Anzi, non ne ha mai preso le redini. Perciò chissà cosa accadrà quando affronteremo temi ostici".

Effettivamente tappe cruciali non mancano: la riforma del fisco e della Pubblica amministrazione, senza dimenticare che a breve si entrerà nel vivo nella vera gestione dei soldi del Recovery Fund. "Questi dicono 'no' a tutto. Come facciamo ad andare avanti insieme? Qui bisogna correre e costruire, non nascondersi dietro i 'no' dei 5S", denunciano da via Bellerio. Dunque l'esclusione dal governo potrebbe essere automatica per i pentastellati. Ma c'è anche chi la pensa diversamente: "I grillini non romperanno mai. La loro sete di poltrona li farà restare incollati digerendo di tutto e di più. Non molleranno". Una cosa intanto è sicura: il rodeo politico, tra i più frenetici di sempre, è solamente all'inizio.

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