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"Schlein è catastrofica. Voterò Sì al referendum"

L'ex dirigente del Pci Claudio Petruccioli, già presidente della Rai: "Clima fetido tra sinistra e destra, l'Italia rischia"

"Schlein è catastrofica. Voterò Sì al referendum"

Claudio Petruccioli ha 85 anni. È stato deputato, senatore, presidente della Rai, altissimo dirigente del Pci, numero 2 del segretario Occhetto, direttore dell'Unità. Quando esplose il 1968 lui era il capo dei giovani comunisti. Sua moglie, Giovanna Nuvoletti, è figlia del conte Nuvoletti che sposò la sorella di Gianni Agnelli. Oggi Petruccioli è tra gli uomini di sinistra che voterà Sì al referendum sulla separazione della carriere.

Onorevole Petruccioli, in che anno si è iscritto al Pci?

"Nel 1959".

Allora si rispettava la disciplina di partito. Lei invece voterà per il Sì in contrasto con l'orientamento di gran parte della sinistra.

"Guardi che lei è male informata".

In che senso?

"Lei crede che la disciplina nel Pci fosse tale che il partito decideva e poi tutti votavano al referendum come diceva il partito. Ma questa è una grande sciocchezza. Forse lei è troppo giovane, non ha vissuto quegli anni".

No, però avevo letto che il Pci era un partito compatto. Dove vigeva il centralismo democratico.

"Le parlo allora del referendum sulla giustizia del 1987 che riguardava la responsabilità civile dei magistrati. Il Pci decise di votare per il Si, ma ci fu un robustissimo comitato di iscritti al Pci, costituito da Alberto Asor Rosa e da tanti altri intellettuali e anche da parlamentari della sinistra indipendente, a cominciare da Stefano Rodotà, che erano i vessilliferi del voto del No".

Beh, 1987. Il Pci era stato fondato nel 1921, evidentemente il monolitismo era durato più di 60 anni e si inceppò, relativamente, solo un paio d'anni prima del suo scioglimento

"Ma io le posso fare anche altri esempi".

Mi dica.

"Nel referendum sulla legge elettorale, quello che poi ha aperto la strada al maggioritario, Ingrao e altri parlamentari del Pds avevano costituito il comitato del No. Occhetto e il partito erano per il Sì".

Ma quel referendum è del 1993, quattro anni dopo la Bolognina che aveva sancito la fine del Pci

"Il Pci si sciolse nel 1991, ma la sua eredità politica e culturale durò ancora anni. E poi non è vero che oggi tutta la sinistra è per il No.

Non tutta, ma gran parte

"Per esempio? Mi faccia i nomi".

Beh, a cominciare dal capo dell'opposizione

"Chi è il capo dell'opposizione?".

Credo che sia Elly Schlein

"Lo dice lei. Io so che c'è una contesa molto aspra tra la Schlein e Conte per chi debba essere colui o colei che si opporrà alla Meloni. Io non so chi è il capo della sinistra. Se lei mi dice che è la Schlein".

Mi pare che sia titolata, ha vinto le primarie se non sbaglio

"Beh, ne prendo atto, ma poi le dico che con la Schlein io non sono d'accordo quasi su nulla. La linea politica della Schlein credo che sia una linea catastrofica".

Andiamo al merito del referendum. Parliamo della separazione delle carriere.

"Ho trovato recentemente una mia intervista al Giornale del 1 luglio del 1997. La Bicamerale presieduta dall'onorevole D'Alema aveva consegnato i risultati del suo lavoro alle Camere e in quella intervista mi ponevano una domanda sui magistrati. Io rispondevo di essere e di essere stato sostenitore della separazione delle carriere da prima di Tangentopoli".

Ci sono diversi dirigenti di sinistra che sono favorevoli alla separazione ma hanno dichiarato che voteranno No per ragioni di lotta politica.

"Si tratta di una scelta rilevante dal punto di vista costituzionale e democratico e quindi ha un rilievo politico. Ma non riduco il referendum a una competizione tra Meloni e chi gli si opporrà alle elezioni del 2027".

Lei è favorevole al sorteggio dei componenti del Csm?

"In linea di principio sono favorevole perché il sorteggio cancella quella che forse è la piaga peggiore interna all'ordine giudiziario, che sono le correnti".

Quindi è una buona riforma?

"È stata elaborata in un clima fetido. Con la sinistra che considera la destra un gruppo di fascisti e la destra che considera la sinistra un gruppo di semi-terroristi. Di questo passo l'Italia andrà alla rovina".

Maggioranza e opposizione dovrebbero collaborare?

"Per 40 anni il Pci è stato all'opposizione. Dal 1947 a quando si è sciolto. Quante leggi abbiamo fatto insieme al governo? Gliene cito qualcuna: il nuovo diritto di famiglia, parità tra maschio e femmine, il servizio sanitario nazionale, il disarmo della polizia quando è in servizio di ordine pubblico".

Beh il disarmo della polizia forse fu un errore

"No. Fu un provvedimento di civiltà".

Non è molto civile che un poliziotto possa essere preso a martellate da una banda di energumeni. Dovranno pure difendersi A Torino il poliziotto ha rischiato di morire e quindi il ripetersi del '69, quando i manifestanti uccisero l'agente Annarumma, 20 anni.

"Sì certo. Quello che è accaduto a Torino rende evidente da che parte è la ragione e da che parte il torto. Se invece la polizia avesse avuto le armi e le avesse usate vivremmo tutta un'altra discussione".

Ha visto lo spot del Pd che paragona il Sì al referendum alle manifestazioni fasciste?

"Il problema della modifica del codice di procedura si è posto immediatamente all'indomani della Liberazione. Il vecchio codice era un pezzo fondamentale del famigerato codice Rocco. Approvato dal fascismo nel 1930. Di modifiche parziali dai primi anni cinquanta in poi ne sono state fatte varie. Poi nella seconda metà degli anni ottanta fu varata la riforma che ha cambiato dal processo, e da inquisitorio lo ha fatto diventare processo accusatorio. L'opposizione di tanti riguarda quella scelta: preferiscono il processo, però non lo dicono. La separazione delle carriere è solo un necessario completamento del processo accusatorio".

È una battaglia di civiltà?

"Una battaglia di libertà e di democrazia liberale".

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