Scorte di vaccini già esaurite

I medici di base: "Non saranno sufficienti per tutti"

Scorte di vaccini già esaurite

Mesi fa il ministero della Salute sosteneva l'importanza dei vaccini antinfluenzali, quest'anno più che mai. Ebbene, quei vaccini non ci sono. Non per tutti. Servirebbero a fare da scudo all'influenza di stagione, alleggerendo lo tsunami negli ospedali, ma mancano ancora. In particolar modo in Lombardia è chiaro fin d'ora che non basteranno. La priorità è per under 65 con patologie croniche. Ma le dosi sono arrivate col contagocce solo ai medici di base che accettano di somministrare direttamente il vaccino, denuncia il sindacato dei medici Snami. E quindi i medici dovranno scegliere a chi somministrare le dosi e a chi no.

Per di più l'operazione di somministrazione è impossibile che venga fatta in sicurezza, considerando che in media gli studi medici hanno sale d'attesa ridotte.

In media un medico di base milanese dovrebbe poter avere circa 600 o 700 pazienti a cui autorizzare il vaccino antinfluenzale.

Il sistema vaccinazioni registra intoppi anche a Roma. «La prima tranche di vaccini sta per esaurirsi, sono state vaccinate 600mila persone in tutto il Lazio, quasi tutte quelle a rischio - spiega Alberto Chiatti, medico della Federazione italiana medici di famiglia - . Ora diamo fondo alle dosi di riserva, poi potrebbe esserci qualche giorno di fermo. La seconda fornitura è attesa entro nei primi 10 giorni di novembre. Non c'è motivo di preoccupazione, paradossalmente dal punto di vista clinico è anche meglio perché la copertura vaccinale deve durare almeno fino gennaio».

I medici, già in pista 12 ore al giorno, fine settimana compresi, temono di dover far fronte anche ai tamponi ma si oppongono con forza all'ipotesi.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti