Scuola: bocciata l'ora (in più) di educazione civica, ora la decisione è nelle mani del ministro dell'Istruzione

Il parere negativo è arrivato dal consiglio superiore dell'istruzione. La richiesta della reintroduzione della materia (con tanto di voto) era stata inoltrata dall'ex ministro del governo giallo-verde, Marco Bussetti

Scuola: bocciata l'ora (in più) di educazione civica, ora la decisione è nelle mani del ministro dell'Istruzione

Niente reintroduzione dell'educazione civica nelle scuole, almeno per adesso. Perché, alla fine, l'insegnamento è stato bloccato, dato che il consiglio superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo, all'unanimità, all'avvio della materia nelle classi. La richiesta era stata inoltrata dall'ex ministro Marco Bussetti.Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, a causa di un ritardo di qualche giorno nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in teoria, l'insegnamento avrebbe dovuto essere rinviato di un anno. Ma l'ex titolare del dicastero del governo giallo-verde era riuscito a trovare un soluzione che superasse il blocco giuridico e facesse ripartire la nuova materia, con tanto di voto, come "sperimentazione scolastica".

Perché risultaesse effettivo, mancava solo un ultimo timbro, cioè quello del Cspi, organo consultivo il cui parere è obbligatorio ma non vincolante. La decisione, adesso, spetterebbe al nuovo titolare del ministero, l'esponente del Movimento 5 Stelle, Lorenzo Fioramonti, che dovrà decidere se partire comunque (forte anche del consenso politico raggiunto in Parlamento, dove il provvedimento era stato approvato all'unanimit con la sola astensione del Partito democratico, soltanto al Senato) oppure se rinviare di un anno, per permettere agli istituti scolastici di organizzarsi.

La nuova materia è stata la risultante di un compromesso politico, la cui bozza è uscita molto ridimensionata rispetto alle ambizioni iniziali. Si sarebbe trattato, infatti, non di una materia separata dalle altre, ma di 33 ore l'anno dedicate ad ambiente, Costituzione, cittadinanza digitale, mafia, diritto alla salute, fenomeni di bullismo e cyberbullismo, tutte da trovare all'interno dell'orario scolastico.

Non un'ora in più, quindi, che avrebbe costituito un costo magiore, ma un'ora "sottratta" a un'altra materia (scelta che, però, avrebbe scatenato diverse proteste).

Per il momento, infatti, questo insegnamento è affidato a più insegnanti (con titolarità) alle elementari e alle medie, mentre negli istituti superiori spetta a docenti di discipline economice e giuridiche.

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