Scuola, accordo vicino. Il centrodestra attacca. Proteste in 60 città

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nel Cdm di oggi ha chiesto maggiori risorse. Un miliardo in più sulla scuola. Proteste in 60 città italiane

È una polemica che si tracina da settimane: cosa fare della scuola a settembre. Gli studenti torneranno in classe? Ci saranno doppi turni? Per qualcuno continuerà la didattica a distanza? Verranno istallati gli ormai famosi plexiglas? Il coronavirus ha sparigliato le carte e, al centro, si trova sempre più sola, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Ma, mentre tutto sembra andare per il peggio, ecco la notizia della svolta: l’accordo sulle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre è vicino. Lo dicono fonti della maggioranza.

L’ok delle parti coinvolte sarebbe a un passo. Le ultime limature sul documento presentato dal ministero sono arrivate al termine di un lungo lavoro notturno, ma serviranno ulteriori 24 ore per un approfondimento. E, se da un lato, le Regioni chiedono maggiori risorse economiche, dall’altro il premier Giuseppe Conte chiede altro tempo. La Conferenza Stato-Regioni prevista per giovedì slitterà di 24 ore per gli ultimi dettagli. Restano da sciogliere i nodi legati a risorse, personale e trasporti. Elementi evidenziati sia dalle Regioni che da comuni e province.

Nel Cdm di oggi, la Azzolina avrebbe chiesto un miliardo in più per la scuola da destinare alla creazione di spazi aggiuntivi e al potenziamento dell’organico. Richiesta che, pare, avrebbe raccolto il sostegno della maggioranza dei ministri presenti. A stemperare la tensione ci ha pensato lo stesso presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini (presidente dell’Emilia Romagna): "Siamo a un passo dall’accordo", ha detto. Il testo, "grazie al contributo propositivo delle Regioni e alla collaborazione istituzionale con il ministero, risulta nettamente migliorato rispetto alle prime bozze".

Ma c'è chi non si accontenta. E chiede più docenti e più personale Ata. Una maggiore attenzione al tema trasporti "guardando sia al lato economico che a quello organizzativo", come ha spiegato lo stesso Bonaccini. La notizia del miliardo in più sulla scuola va però nella direzione giusta. E tutti sembrano intenzionati a voler trovare una quadra.

Le opposizioni non risparmiano le forze e vanno all’attacco. Sentono che è il terreno giusto per un'offensiva. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, accusa di aver scaricato le scelte sui presidi. Mentre da Forza Italia, Licia Ronzulli, chiede le dimissioni del "ministro a sua insaputa". Il Movimento 5 Stelle tenta di metterci una pezza e accusa il leader della Lega, Matteo Salvini di diffondere fake news: "Da lui solo attacchi fini a se stessi che vanno contro ogni monito finalizzato alla tutela della salute e alle indicazioni che forniscono le autorità sanitarie".

Tuttavia, in 60 città è scattata la protesta di insegnanti, genitori e sindacati. La situazione è a un passo dalla svolta. Vero. Eppure, il caso scuola rischia di trasformarsi in una bomba ad orologeria per l’intero governo giallorosso. E l’estate è ancora lunga.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti
Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Ven, 26/06/2020 - 14:29

Sempre la pezza a tappare il buco, sempre la soluzione sul filo di lana. Ma questa signorina, ora Ministro, è in grado o no di svolgere questo ruolo, perché se bisogna correrle dietro per riparare i danni che fa, forse meglio qualcun altro.