Se pure Staino ammette che Matteo è inaffidabile

Non lo pensa solo Berlusconi e (almeno) due terzi di italiani, bensì chiunque nella vita abbia avuto la ventura di attraversare la strada dell'ex capo scout

Se pure Staino ammette che Matteo è inaffidabile

Roma - Il lupetto perde il pelo ma non il vizio. Matteo Renzi e l'inaffidabilità: concetti sovrapponibili fino all'unità. Non lo pensa solo Berlusconi e (almeno) due terzi di italiani, bensì chiunque nella vita abbia avuto la ventura di attraversare la strada dell'ex capo scout. Persino qualche recente simpatizzante, come Sergio Staino, storico vignettista dell' Unità, balzato agli onori delle cronache per la ferocia con la quale ha bollato l'ex compagno e amico Cuperlo: «La minoranza dem ha scassato i c...».

Oggi il vecchio comunista Bobo s'è fatta quest'idea madre: Renzi è il capo, abbiamo perso, carichiamoci il peso della sconfitta, riconosciamo che è il più bravo di tutti e aiutiamolo a governare. Faccia quel che deve e vuole. Eppure, in una lunga intervista a Repubblica, Staino non rinuncia al profilo di verità. «Folgorato io? Ma che c... dice? Sono il primo a riconoscere che di Renzi non ci si può fidare. Ho sempre pensato che fosse un traffichino totale della Margherita - racconta - La Anna Benedetti, signora dei libri a Firenze, una volta mi chiamò allarmata: “Ho sentito che vuole togliere i finanziamenti alle mie iniziative. Puoi fare qualcosa?”. Era un sabato pomeriggio, gli mandai un sms. 15 secondi dopo Renzi, mi rispose: “Ma ti sei bevuto il cervello? Anna per Firenze, è una forza”». Come andò a finire? Che «due mesi dopo le tagliarono i fondi».

La storia è ancora più succosa, visto che fino al 2008 la Provincia finanziava la rassegna Leggere per non dimenticare , nata fin dal '94 dalla passione di questa signora fiorentina. Matteo, invitato il 12 novembre 2008 a un incontro, ne tesse lodi sperticate. Entusiasta, mette di sua mano su Youtube il proprio intervento. L'anno successivo, però, ci sono le Comunali, e il presidente della Provincia cavalca l'onda dei risparmi: taglia quel che può. Viene eletto. Nel frattempo, l'edizione del 2010 della rassegna pare spacciata. Se non fosse che la Benedetti riesce a trovare sponsor: Coop, Cgil, Cassa di Risparmio, Regione. Matteo il traditore è spiazzato, scrivono i giornali. Ma la faccia di gomma aiuta: il 12 gennaio 2010 il sindaco Renzi si presenta alla rassegna per la presentazione di un libro di Ginsborg. Nello stesso pomeriggio, l'implacabile aveva presentato anche un libro di Vespa. «Prima va da Vespa, poi timone a sinistra per andare da Ginsborg», annotano le cronache. Tanto per dire, questo il tipo. Occhio alle strambate. RoS

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