Sei navi russe verso il Mar Nero. E Kiev si esercita per 10 giorni

Mentre la diplomazia è al lavoro per silenziare le armi, le manovre sul terreno non si fermano al confine ucraino

Sei navi russe verso il Mar Nero. E Kiev si esercita per 10 giorni

Mentre la diplomazia è al lavoro per silenziare le armi, le manovre sul terreno non si fermano al confine ucraino. Le forze armate di Kiev terranno esercitazioni militari con armi fornite dagli alleati dal 10 al 20 febbraio, ovvero gli stessi giorni nei quali Russia e Bielorussia effettueranno manovre congiunte nei pressi della frontiera settentrionale ucraina. I giochi di guerra continuano. Tutto ciò mentre il ministero della Difesa a Mosca, con un comunicato, che sei navi da guerra russe in navigazione in questi giorni nel Mediterraneo stanno dirigendosi verso il Mar Nero per partecipare a esercitazioni militari. Le unità, che fanno capo alla Flotta del Baltico e alla Flotta del Nord stanno passando il Bosforo «in modo pianificato». Il transito in acque turche era previsto per ieri e oggi.

Fatti che fanno a pugni con le dichiarazioni. La de-escalation in Ucraina è la «massima priorità», ha detto in conferenza stampa il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che è tornato ad accusare l'Occidente di non fare nulla per abbassare la tensione. «Parlando di de-escalation, si tratta di una massima priorità, considerando che le tensioni sono cresciute di giorno in giorno», ha osservato il portavoce. «Possiamo vedere che le nazioni Occidentali stanno spedendo truppe verso l'Ucraina, stanno inviando aerei carichi di armi e attrezzature militari. L'Ucraina sta tenendo esercitazioni e testando le nuove armi che sta ricevendo. Chiaramente tutto ciò provoca nuovi focolai di tensione».

Pur ribadendo l'apprezzamento di Putin per la disponibilità al dialogo mostrata ieri dal presidente francese, Emmanuel Macron, Peskov ha sottolineato che «per il momento, non riusciamo a vedere emergere alcuna soluzione realistica».

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