Leggi il settimanale

Quella sentenza surreale tra errori e vicini di casa

Grillino fa causa e il giudice (che abita nella stessa via) condanna l'ad del "Secolo d'Italia". Esposto Fdi al Csm

Quella sentenza surreale tra errori e vicini di casa
00:00 00:00

A leggere il verdetto c'è da stropicciarsi gli occhi. La sentenza del tribunale di Isernia colpisce il fantomatico direttore del Secolo d'Italia che però tale non era: Antonio Giordano (nella foto), oggi deputato di Fdi e segretario generale dell'Ecr (l'europartito dei Conservatori), all'epoca dell'articolo incriminato era l'amministratore delegato e dunque non si capisce perché il giudice avesse punito lui, condannandolo a versare, in tandem col Secolo, trentamila euro per aver diffamato un consigliere regionale dei 5 Stelle e il padre. E però la sentenza insiste e considera "Antonio direttore responsabile", incorniciandolo dentro un ruolo che non ha mai avuto.

Non basta, nei giorni scorsi la corte d'Appello non sospende l'efficacia del verdetto che è, come si dice in questi casi, immediatamente esecutivo. Il pagamento è cash, anche se il non direttore Giordano non c'entra.

Così, Giordano e il Secolo, edito on line dalla fondazione Alleanza Nazionale, presentano ora un esposto al Csm mettendo in fila alcune coincidenze. Una in particolare: la giudice relatrice del provvedimento e il genitore del politico abitano nello stesso piccolo paese, Agnone. Un fatto solo anagrafico? Forse, ma l'esposto mette in dubbio questa circostanza: il magistrato "Risulta documentalmente nato e residente in Agnone".

I protagonisti della causa, Tommaso e Andrea Greco, usciti vincitori dal duello con la stampa che era scivolata su una sparatoria in cui era rimasto coinvolto Greco senior, "risultano anch'essi nati e residenti nel medesimo comune. Agnone conta circa 4500 abitanti". Un mondo piccolo dove tutti si incontrano.

Certo, questo non prova nulla ma Giordano va anche oltre: il giudice "risiede nella stessa via ove risiede Tommaso Greco (padre di Andrea Greco, consigliere regionale della Regione Molise ed eletto nella lista del Movimento 5 Stelle), a distanza di ventidue numeri civici".

Anche questa può forse essere catalogata come una suggestione, ma l'esposto sottolinea un terzo dettaglio: il marito della giudice è amico su Facebook del solito Tommaso Greco. È vero che l'amicizia su Facebook non ha spesso la stessa intensità che ha nella vita, ma forse l'astensione avrebbe fatto evaporare in un attimo retropensieri e pregiudizi.

Invece, dopo la stangata del tribunale ecco che la corte d'Appello - composta da tre toghe fra cui la giudice di Agnone nella posizione strategica di relatrice ed estensore del verdetto - il 22 gennaio 2026 respinge la richiesta, sottolineando che "non vi sarebbe pericolo di irreversibilità... Risulta infatti che Andrea Greco è avvocato iscritto all'albo, esercente attività professionale, nonché consigliere regionale del Molise, dunque soggetto dotato di solidità economica" e insomma in grado di restituire la cifra se il giudizio di secondo grado dovesse capovolgersi. Ipotesi che si valuterà fra tre anni, il 21 marzo 2029, quando finalmente il procedimento verrà trattato nel merito. Ma sul clamoroso abbaglio preso in prima battuta dal tribunale non si spende una sola sillaba.

Insomma, si continua a chiamare in causa la persona sbagliata, ma questo pare un particolare trascurabile, almeno in questa sede.

Ora la parola passa al Csm, lo scambio intanto resta. Pure alla cassa, dove aspettano il non direttore.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica