"L'Italia è vocata al dialogo, alla concordia e alla collaborazione". In mezzo ad atleti e musicisti, come un milanese qualsiasi c'è Sergio Mattarella nel tram giallo Milano che lo porta a San Siro e che rimette l'Italia nei binari giusti, al centro del mondo. A guidare il tram c'è l'ex campione del mondo Valentino Rossi nell'inedita veste di tranviere, anche se non il mezzo non ha come targa il "suo" numero 46 ma 26. La gag studiata da settimane (e "bruciata" dal giornalista Rai Auro Bulbarelli, sbianchettato dai palinsesti) chiude la meravigliosa e stancante giornata olimpica del presidente della Repubblica, accolto con un boato quando si è seduto in tribuna, che grazie al suo soft power rilancia l'immagine del nostro Paese, con il resto del mondo alla finestra.
Sarà rimasto deluso chi si aspettava effetti speciali alla James Bond, come aveva fatto a Londra nel 2012 la Regina Elisabetta, la cui controfigura si era "paracadutata" nello stadio. Ma la sobrietà è sempre stata la cifra del capo dello Stato, anche nella sua tre giorni milanese che lo ha visto assaggiare la lasagna al Villaggio Olimpico e indossare con orgoglio il piumino bianco degli atleti azzurri ma anche accogliere i grandi del mondo a Palazzo Reale alle 17 per l'aperitivo di benvenuto, ma anche al Teatro alla Scala e a cena l'altra sera alla Fabbrica del Vapore
"Casa Italia è la porta d'ingresso nel nostro Paese, un luogo che esprime la quintessenza dell'Italia, dei suoi caratteri, della sua cultura, del suo stile di vita", aveva detto Mattarella ieri pomeriggio, visibilmente emozionato al quartiere generale del Coni, (quando "l'emozione e l'attesa va crescendo") che ha espresso "grande soddisfazione" nel vedere l'Italia al centro di una dimensione così importante della vita internazionale quale è quella dello sport, a poche ore dall'apertura dei Giochi, accolto dal ministro dello Sport Andrea Abodi, dal governatore lombardo Attilio Fontana, dal segretario generale del Coni Carlo Mornati, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e dal presidente della Triennale Stefano Boeri. "È il benvenuto a esprimere in realtà la vocazione italiana al dialogo, alla concordia, alla collaborazione", ha ribadito il capo dello Stato. A tagliare il nastro tricolore è stata la figlia Laura, mentre risuonava l'inno di Mameli. "È la prima volta che un presidente della Repubblica celebra l'apertura di Casa Italia - ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.
Al pranzo a Casa Italia in compagnia di Alberto Tomba, Debora Compagnoni, Isolde Kostner, Tania Cagnotto, Stefania Belmodo e i vertici del Coni è stato servito zafferano e riso D'O, Rustin negàa di vitello in salsa all'italiana, panettone al cucchiaio Milano-Cortina con sfoglia di mandorla e composta di mirtillo, con vino Lazio Bianco IGT Bellone e Barolo Cannubi 2021, mentre nello show di Fiorello risuonava la surreale "telefonata" in cui uno stanco capo dello Stato diceva "Non ne posso più, è bene che non vincano medaglie, sennò me li ritrovo di nuovo qui". Prima di andarsene Mattarella ha incontrato due studenti della scuola di Restauro di Botticino di Brescia che hanno partecipato al restauro di Palazzo Reale. I ragazzi hanno regalato al presidente una bandiera firmata da tutti gli studenti e dai docenti che hanno partecipato ai lavori. Dopo il taglio del nastro il capo dello Stato ha visitato la mostra Musa, allestita per l'occasione in omaggio al ruolo ispiratore che l'Italia esercita da secoli sull'immaginario e sulla cultura mondiale.
Poi l'aperitivo a Palazzo Reale con i capi di Stato e di governo assieme al premier Giorgia Meloni. Nel quale si è parlato dello scenario internazionale e delle trattative di pace, con la nostra nazione al centro della delicata diplomazia internazionale-