Washington e Teheran si danno battaglia per trovare il pilota ancora disperso del caccia americano abbattuto in territorio iraniano. Il salvataggio del membro dell'equipaggio dell'F-15 è "una missione cruciale", ha spiegato Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House alla Bbc, e la sua cattura rappresenterebbe un "enorme bottino" per l'Iran, offrendogli una "potentissima carta da giocare nelle trattative".
La Repubblica islamica infatti sta esortando la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il disperso, offrendo ricompense di oltre 60mila dollari a chi aiuterà a catturarlo. I media Usa hanno riferito che le forze speciali hanno tratto in salvo uno dei due membri dell'equipaggio, mentre un'unità del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica nella provincia meridionale iraniana di Kohgiluyeh e Boyerahmad, e il governatore della stessa provincia, hanno smentito che Teheran abbia preso in custodia il secondo pilota.
Per le ricerche l'amministrazione di Donald Trump ha dispiegato unità specializzate che perlustreranno la zona interessata a bordo di elicotteri Blackhawk, note come i "coltellini svizzeri" dell'aeronautica Usa. Un ex comandante dei Pararescue Jumpers dell'aeronautica militare statunitense ha riferito a Cbs che se l'obiettivo del salvataggio si trova in un'area inaccessibile agli elicotteri, i paracadutisti si lanceranno da un aereo e proseguiranno le operazioni di soccorso a piedi. Una volta a terra hanno l'obiettivo di contattare il disperso, prestargli assistenza medica se necessario, eludere o tenere a bada il nemico e raggiungere un luogo dove possa essere soccorso.
Definire il loro lavoro "estremamente pericoloso" è riduttivo, ha precisato il comandante. Mentre James Jeffrey, stratega militare e diplomatico Usa che ha ricoperto il ruolo di rappresentante speciale per la Siria e di inviato speciale per l'intervento militare internazionale contro l'Isis in Iraq, l'ha definita "la missione militare più pericolosa che io conosca". Quando un caccia viene abbattuto in territorio nemico, l'equipaggio è a sua volta addestrato per affrontare una situazione del genere: "La loro priorità assoluta è sopravvivere ed evitare di essere catturati", ha sottolineato Jennifer Kavanagh, direttrice dell'analisi militare presso il think tank Defense Priorities.
Nel frattempo, il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della base congiunta di difesa aerea iraniana, ha spiegato che la perdita degli aerei statunitensi è stata "il risultato di tattiche e attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea che hanno causato confusione e disorientamento nel nemico". Dal Vietnam all'Iraq, sono stati numerosi i casi di militari statunitensi rimasti bloccati in territorio nemico. Tra le vicende più note quella dell'ex candidato presidenziale repubblicano John McCain, veterano della guerra in Vietnam: catturato nel 1967 e rimasto per cinque anni e mezzo in prigione, subendo torture e rifiutando il rilascio anticipato per attendere la liberazione anche dei suoi commilitoni, fu poi parte di uno scambio di prigionieri a marzo 1973, anno in cui Washington si disimpegnò dal conflitto e lui poté tornare in patria.
Ancor più lungo fu il periodo trascorso nelle mani dei soldati asiatici da James Stockdale: l'A-4 Skyhawk su cui era a bordo fu abbattuto nel 1965, e fece ritorno a casa nel 1973, dopo aver trascorso sette anni e mezzo nel famigerato Hanoi Hilton.
A ispirare il film Black Hawk Down è invece stata la storia di Michael Durant, pilota di un elicottero Black Hawk abbattuto il 3 ottobre 1993 durante la Battaglia di Mogadiscio, nell'ambito dell'intervento Onu in Somalia. Rimasto ferito, fu catturato e rimase prigioniero per 11 giorni, prima di essere rilasciato.