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"La Shoah e Gaza". Ecco la Memoria usata come trappola contro gli ebrei

Convegni "pro Pal" nella data simbolo. "Corsi di deformazione e invenzioni"

"La Shoah e Gaza". Ecco la Memoria usata come trappola contro gli ebrei
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La Memoria usata contro gli ebrei. Presa, distorta e scagliata contro le vittime della Shoah, i loro figli e nipoti. Gaza come Auschwitz, il ritornello è questo. "Uno scherno antisemita" lo chiama il semiologo Ugo Volli. Ma è uno scherzo odioso, violento. Eppure, da Milano a Verona a Pesaro al resto del Paese, per il 27 gennaio è tutto un fiorire di iniziative simili: anche nelle Università, nelle scuole, nei Comuni.

La Giornata che per legge dovrebbe commemorare le vittime della Shoah, viene strumentalizzata per accusare Israele, Stato degli ebrei, e per incolpare chi, nella diaspora, non lo rinnega. E rinnegare Israele è una tendenza molto in voga: fare paragoni tra ebrei e nazisti per esempio o almeno parlare di "sterminio palestinese", "apartheid israeliana" o "genocidio di Gaza".

Il dogma genocidio. "Invenzione malevola" la chiama Michele Sarfatti (foto) professore universitario a Pisa, ex direttore del Centro di documentazione ebraica contemporanea. Lo storico, peraltro orientato a sinistra, ieri ha contestato uno di questi eventi. "Il 22 gennaio 1926 ha scritto con ironia sulla data - l'Università di Verona, con la complicità del Comune, organizza l'incontro "Gaza e il conflitto israelo-palestinese" per il Giorno della memoria, per "ripensare il racconto e la didattica della Shoah". A presentare l'iniziativa, un assessore di Damiano Tommasi, Jacopo Buffolo, che nei mesi scorsi ha avuto modo di dichiararsi parte dell'"equipaggio di terra della Flotilla", la spedizione propagandistica lanciata contro Israele e gravata dal sospetto di relazioni (non solo ideologiche) con formazioni islamiste, il tutto sull'onda di una narrazione tossica sul massacro del 7 ottobre e la "resistenza" palestinese. Questo il clima. Dopo un paio di ore passate nel vago sit-in del Campidoglio a favore degli iraniani, si torna a tempo pieno all'attività preferita dall'attuale sinistra, con tutto l'indotto di Anpi, Arci, Acli e via manifestando: denunciare l'intento genocida da oltre 40 anni dove non c'è (in Israele) e non vederlo dove invece c'è: nel regime iraniano e nei proxy che finanzia arma da tempo, 7 ottobre compreso. Poi Milano. "Con che coraggio chiede il consigliere comunale di centrosinistra Daniele Nahum - la Casa dei diritti organizza un'iniziativa dal titolo Come nasce un genocidio con una professoressa che fa propaganda estremista sulla situazione di Gaza e con un presunto laboratorio ebraico che rappresenta, se va bene, tre persone?". "Siamo all'assurdo - osserva Nahum - Uno spazio del Comune si presta a un'operazione inaccettabile: la comparazione tra la Shoah e Gaza, usando la memoria della Shoah per diffondere tesi estremiste". "Non siamo davanti a una legittima critica al governo Netanyahu - prosegue - ma a un attacco frontale all'esistenza stessa dello Stato di Israele". Dal "laboratorio" gli risponde Bruno Montesano: "Fa il gioco della destra". Lo stesso laboratorio ha annunciato al teatro Elfo Puccini, a Milano, un dibattito intitolato "Israele-Palestina. A che punto è la notte" con Gad Lerner e temi quali "Dagli amici mi guardi Iddio, ovvero l'ambiguo filosemitismo delle destre nazionaliste".

Giorni fa, lo stesso Sarfatti ha criticato un corso di formazione per insegnanti su "didattica della Shoah dopo Gaza", rilevando quattro problemi. "Un bravo insegnante di storia - intanto - sa come tenere distinti i piani della storia del passato e della cronaca", oppure "è un po' un insegnante abusivo". Secondo: "Il corso è inutile, perché, come noto, a Gaza sino a oggi non è accaduto nulla che abbia relazione con la Shoah". E terzo problema il titolo, che invece sembra affermare che a Gaza vi sia stato. "Se così è, si tratta di un corso di deformazione" osserva. Quarto problema: "La forte crescita dell'antisemitismo". Ed è a questo che si ricollega la discussione sui ddl antisemitismo, per contrastare appunto l'odio per gli ebrei, sulla base di una definizione (Ihra) per cui è antisemita anche "fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti".

"Inutile dire che sui social la vulgata "israeliani come i nazisti" trova schiere di seguaci e sembra inarrestabile: "Era evidente rileva Klaus Davi, opinionista - che il tentativo di manipolare la Shoah facesse parte di uno sbocco perverso di quello a cui abbiamo assistito negli ultimi tre anni".

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