Nel Palazzo il dibattito sulla legge contro l'antisemitismo continua a frantumare il Pd. E la piazza, con le sigle dell'estrema sinistra pronte a mobilitarsi per Gaza anche oggi, nel Giorno della Memoria. Senza contare le prese di posizione di alcuni intellettuali, che vogliono tenere i fari puntati sulla causa pro Pal anche nella giornata in cui si ricorda il genocidio che ha spezzato le vite di sei milioni di ebrei. E, quindi, anche nella ricorrenza della Shoah, l'input della galassia dell'estrema sinistra è di non mollare sulla Palestina. L'obiettivo? Attaccare il governo e mettere sul banco degli imputati lo Stato ebraico.
Tra la piazza e le Aule del Parlamento, la fotografia è quella di un universo di sinistra tormentato. Da cerchiare in rosso oggi, ed è proprio il caso di dirlo, l'"agitazione nazionale universitaria" chiamata dai collettivi estremisti Osa e Cambiare Rotta. Con la possibilità, addirittura, di un'improvvisata da parte degli attivisti di estrema sinistra proprio davanti la sede del Pd. La scusa per la provocazione è l'adozione del testo base, in Senato, del ddl contro l'antisemitismo.
Il bersaglio è il riformista Graziano Delrio, primo firmatario di una proposta che aveva suscitato anche le proteste della maggioranza schleiniana del partito, che a Palazzo Madama ha presentato un altro testo. E, infatti, a reagire contro quello che si annuncia come uno sfregio, non solo alla Memoria, ma anche al Pd, è la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, esponente agguerrita della minoranza dem. "La manifestazione annunciata da collettivi e sigle estremiste davanti alla sede del Partito democratico nel Giorno della Memoria è un'iniziativa ridicola e pericolosa, figlia di un clima avvelenato che in queste settimane sta alimentando soltanto odio e mistificazioni", è lo sfogo dell'esponente dei riformisti. Che sembra pure un messaggio in bottiglia ai vertici del Pd, accusati, a taccuini chiusi ma non solo, da chi non sostiene Schlein, di aver vellicato i settori più radicali del caos pro Pal. "Utilizzare il 27 gennaio per scendere in piazza contro il sionismo è uno sfregio alla memoria della Shoah e non ha nulla a che vedere con la legittima solidarietà al popolo palestinese. È solamente una nuova forma di antisemitismo che si maschera dietro l'antisionismo", sono le parole chiare di Picierno, mentre lo stato maggiore preferisce mantenere il silenzio.
Ma le tensioni non si annunciano soltanto oggi davanti al Nazareno. Le sigle che fanno da collettore tra le manifestazioni pro Pal e la galassia della sinistra più estrema, a Roma, si riuniranno domani per urlare "Fuori il sionismo dalle università" e per dire "no all'equiparazione tra antisionismo e antisemitismo". E il gancio è sempre l'adozione, in Senato, del testo contro l'antisemitismo. Un cocktail di tensione che potrebbe rivelarsi letale, proprio nei giorni in cui si dovrebbe ricordare il genocidio contro gli ebrei.
A mettere insieme la Shoah e la guerra a Gaza, ieri, è stato ancora una volta Tomaso Montanari, dalle colonne del Fatto Quotidiano. Il professore, che negli scorsi giorni aveva proposto un "Memoriale dell'Olocausto del popolo palestinese", riprende un'iniziativa del Laboratorio ebraico antirazzista, che farà un presidio oggi a Milano e spiega che "nel giorno in cui ricordiamo la fine di un genocidio, i nostri occhi saranno ancora rivolti a un altro genocidio che è ancora in corso", poi invita a non "dimenticarsi di Gaza" nel "Giorno della Memoria". "Non citare la parola Gaza nelle cerimonie ufficiali significa tradire la memoria delle vittime", della Shoah, è la tesi. Poi critica alcuni ddl presentati in Senato. Tra cui quello di Delrio.
Che, invece, ieri presenzia a un
convegno sull'antisemitismo insieme a Maurizio Gasparri e punge i compagni di partito: "Io credo sia un dovere mantenere il punto su una misura specifica contro l'antisemitismo, ma nel Pd il dibattito è partito molto male".