Si è sparato alla testa senza lasciare lettere. "Non aveva patologie"

Il corpo trovato dalla moglie: "Era depresso". La procura indaga per istigazione al suicidio

Si è sparato alla testa senza lasciare lettere. "Non aveva patologie"

Un colpo di pistola alla testa, mentre in casa c'era anche la moglie. È stata lei, Diana Agosti, a trovarlo ormai senza vita sul pavimento del balcone e, sconvolta, a chiamare i soccorsi. Antonio Catricalà, 69 anni, due figlie, ha scelto di andarsene così, in una mattina di fine febbraio, nel suo appartamento al primo piano di un palazzo in via Bertoloni, nel cuore del quartiere Parioli, a Roma.

Sul posto sono accorsi gli investigatori della squadra mobile, con il pm di turno, ma è stato subito chiaro che si era trattato di un suicidio. Nessun mistero, se non sul perché della tragedia, anche se la pistola, finita sotto il corpo dell'ex garante dell'Antitrust, in un primo momento non si trovava. Si tratta di una Smith&Wesson calibro 38, modello automatico, che l'avvocato deteneva regolarmente. Ieri l'ha impugnata per farla finita senza lasciare alcun biglietto d'addio. Tra le carte e i documenti acquisiti dagli inquirenti nell'abitazione per le indagini, la polizia non ha trovato messaggi con riferimenti all'intenzione di compiere l'estremo gesto.

Non appena è stato possibile, gli investigatori hanno ascoltato la moglie. Ha raccontato le ultime ore di vita di Catricalà, parlato del suo stato d'animo. Nell'ultima settimana era un po' depresso, ha detto, e soffriva di alcune lievi patologie, nulla di preoccupante, però. Nessun campanello di allarme che potesse far pensare al desiderio di farla finita. Invece ieri mattina l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, verso le nove, ha tirato fuori dalla custodia la pistola, è andato in terrazzo e ha premuto il grilletto. Dopo aver sentito il colpo, la moglie è corsa in balcone e lo ha trovato in terra. Sotto choc ha chiamato il 118. In pochi minuti nel palazzo sono accorse le volanti della polizia ed è arrivata la scientifica per i rilievi. Ma gli interrogativi aperti sono soltanto sui motivi del gesto. La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta e indaga per istigazione al suicidio, un atto dovuto per poter svolgere l'autopsia, al policlinico Gemelli, dove nel pomeriggio è stata portata la salma. La scientifica sta analizzando il bossolo del proiettile recuperato dai vigili del fuoco sulla terrazza di un altro appartamento.

Nessuno si capacita dell'accaduto. Sconvolti alcuni amici di famiglia, che abitano nello stesso quartiere: «Non abbiamo parole e non abbiamo idea di quali possano essere i motivi», dicono. Incredulo anche Domenico Donato, sindaco di Chiaravalle, il centro del catanzarese dove sono nati il padre ed i nonni di Catricalà. «Siamo sbigottiti e increduli per questa tragedia ed esprimiamo tutta la vicinanza alla famiglia ed ai tanti parenti che ancora vivono qui».

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