Presidente Schifani, il referendum si avvicina e in Sicilia il suo partito, Forza Italia, dimostra grande impegno per il Sì alla riforma, anche con il convegno di oggi a Palermo, con il segretario Tajani. Perché gli italiani dovrebbero volere la separazione delle carriere?
"È il naturale completamento della scelta compiuta dall'Italia con il modello accusatorio e con il principio del giusto processo. Negli anni le degenerazioni correntizie nella magistratura e alcune contiguità con la politica hanno alimentato polemiche e sfiducia ed è necessario rafforzare la figura del giudice terzo e imparziale, la cui carriera non sia condizionata da logiche correntizie o dinamiche che l'avvicinino a una delle parti del processo. Per Luigi Sturzo, l'indipendenza è cosa diversa dall''irresponsabilità. La riforma mira a rafforzare la prima e a superare le distorsioni che hanno messo in discussione la credibilità del sistema".
Pochi giorni fa Marina Berlusconi ha esortato ad abbandonare toni da derby e gabbie ideologiche, ma sulla giustizia la campagna referendaria arriva sempre allo scontro...
"Lei ha interpretato un sentimento diffuso: gli italiani chiedono di uscire dalle contrapposizioni ideologiche e di entrare nel merito delle riforme. La separazione delle carriere non è una battaglia di parte ma una riforma di civiltà giuridica che avvicina l'Italia alle principali democrazie occidentali. In Francia, Germania, Regno Unito o Stati Uniti la distinzione tra giudici e pm è un principio consolidato. Superare l'unificazione delle carriere, introdotta in epoca fascista, significa modernizzare il sistema e rafforzare le garanzie per i cittadini".
Voi denunciate le fake news diffuse dal fronte del No: qual è la peggiore?
"La più insidiosa è l'idea che la politica voglia limitare l'autonomia dei magistrati, una lettura che non trova posto nella riforma. L'indipendenza della magistratura resta pienamente garantita e i due Csm continueranno a essere guidati dal presidente della Repubblica, figura di garanzia e di equilibrio istituzionale".
Ci dica 3 novità della riforma che miglioreranno la vita dei cittadini.
"La prima è la separazione delle carriere, che assicura un giudice realmente terzo rispetto all'accusa. Poi il rafforzamento del ruolo del pm, la cui indipendenza viene esplicitamente tutelata in Costituzione. Infine il sorteggio per la composizione degli organi di autogoverno, per ridurre il peso delle correnti e riportare il merito nelle scelte su incarichi e progressioni di carriera".
Come governatore della Sicilia lei che clima respira?
"In Sicilia il tema della giustizia è particolarmente sentito. Qui la magistratura ha dato esempi altissimi di coraggio con figure come Falcone, Borsellino, Livatino e Chinnici, che hanno sacrificato la vita nella lotta alla mafia. A quella magistratura va garantito tutto il sostegno dello Stato. Ma è giusto intervenire per evitare che degenerazioni o usi impropri del ruolo possano offuscare il lavoro di tanti magistrati che servono lo Stato con onore".
Gli ultimi sondaggi noti parlano di un sostanziale pareggio, che cosa farà la differenza?
"La capacità di mobilitare gli elettori. Esiste, infatti, una quota significativa di cittadini favorevoli alla riforma che, tuttavia, non ha ancora deciso se recarsi alle urne. La sfida politica è proprio questa: trasformare il consenso potenziale in partecipazione reale. Per questo è fondamentale convincere questi cittadini che il loro voto può essere decisivo".
Ci parli della sua isola: gli ultimi indicatori economici la danno in continua crescita...
"È vero, sono dati oggettivi certificati da Bankitalia, Istat e dalle principali agenzie finanziarie di rating: cresce il Pil, con l'occupazione, e aumentano le entrate fiscali. Un risultato frutto anche del percorso virtuoso intrapreso dal mio governo per raggiungere l'equilibrio dei conti pubblici, con l'approvazione di 3 leggi di stabilità senza ricorso all'esercizio provvisorio.
Già a luglio potremo mettere in campo 2,3 miliardi di euro di avanzo di amministrazione, una disponibilità mai registrata prima, per nuovi investimenti e rafforzare l'impatto economico delle nostre politiche sul territorio".