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Sigonella, base negata a Trump. Così il governo spiazza la sinistra

Le opposizioni alzano la posta in chiave anti-Trump. La decisione disorienta il campo largo. Il Pentagono: "Roma rispetta i trattati"

Sigonella, base negata a Trump. Così il governo spiazza la sinistra
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Lo stop del ministero della Difesa all'atterraggio di bombardieri Usa nella base di Sigonella, notizia anticipata dal Corriere della Sera, segna la giornata politica. Con il centrodestra che rivendica il rispetto dei Trattati internazionali da parte del governo, e la salvaguardia dell'interesse nazionale, mentre le opposizioni si trovano spiazzate e rilanciano sulla richiesta di un no agli Stati Uniti anche per quanto riguarda il supporto logistico alle operazioni in Medio Oriente. A reiterare il pressing sono Elly Schlein (nella foto in alto) e Giuseppe Conte, che pretendono un cambio di passo ulteriore, sottolineando la fondatezza dei loro allarmi su ciò che accade nella base siciliana. Di fatto, la decisione disorienta il campo largo, a mezz'aria tra un'adesione alla linea dell'esecutivo e la voglia di alzare la posta in ottica anti-Trump. Raccoglie e rilancia la segretaria del Pd. "Negare l'autorizzazione da parte dell'Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando Usa puntualizza Schlein -. Il governo venga pertanto in Parlamento a raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all'utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici". Poi il refrain pacifista: "Il governo deve chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi, non basta chiederlo al regime iraniano, bisogna ottenere un immediato cessate il fuoco e porre fine a questa guerra illegale". Ma, ad anticiparla, anche stavolta è stato Giuseppe Conte. Lui pure va oltre, pur prendendo atto dell'azione del governo. "Doveroso il no ai bombardieri americani all'utilizzo delle nostre basi. Un atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione", esordisce. Quindi attacca subito dopo: "Ora il governo faccia un passo in più anch'esso dovuto: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi considerato che quelli americani e israeliani sono attacchi armati condotti in palese violazione del diritto internazionale". A rispondergli per le rime è il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Galeazzo Bignami. "Giuseppe Conte, Capitan coraggio, dopo aver fatto investimenti record su armamenti e spese militari adesso chiede di violare quegli accordi che lui da premier non ha mai messo in discussione. È il solito Giuseppi. Ora che è all'opposizione pensa sia da fare ciò che al governo non ha mai fatto", è la replica dell'esponente del centrodestra. Ribatte alla richiesta di chiarimenti da parte di Schlein la neo-capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi (nella foto sotto): "Penso che non ci sia nulla da chiarire. Ci sono degli accordi e c'è la richiesta del governo, in ogni evenienza, di rispettare il diritto internazionale". La figlia del leader socialista Bettino, che da premier fu protagonista della crisi di Sigonella del 1985, allontana i parallelismi con quel precedente: "Le due vicende non sono paragonabili. In quel momento si pensava alla richiesta che venissero consegnati agli Usa i dirottatori. Craxi riteneva che dovessero essere processati, come poi avvenne, dallo Stato italiano. Sono due vicende di natura totalmente diversa". "Il governo ha fatto bene", taglia corto Roberto Vannacci, Futuro Nazionale.

A sinistra Avs tenta di sorpassare gli alleati del campo largo. "Quella sulla posizione italiana sull'utilizzo della base militare di Sigonella sembrava una buona notizia, ma è durata pochissimo: Palazzo Chigi è arrivato subito a smentire e a chiarire che non cambia nulla nei rapporti con gli Stati Uniti", commenta Nicola Fratoianni. "Crosetto ha fatto bene. Peraltro non poteva fare altro.

Spero che la decisione di Crosetto venga rispettata", è la presa d'atto di Carlo Calenda. Ma per il campo largo è solo il minimo sindacale. E a gettare acqua sul fuoco arriva il Pentagono che nega attriti con Roma: "Sulle basi l'Italia rispetta i Trattati".

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