Il sindacalista s'incatena e vede Giuseppi. La sinistra ha trovato il suo nuovo idolo

Il rappresentante dei braccianti protesta: subito ricevuto. E Sala esulta

Il sindacalista s'incatena e vede Giuseppi. La sinistra ha trovato il suo nuovo idolo

Eccolo il nuovo idolo della sinistra, impegnata nel suo viaggio per raggiungere distanze siderali dal Paese. Si chiama Aboubakar Soumahoro, 40 anni, ivoriano, che di mestiere fa il sindacalista. Quello di base, quello duro e puro. Bravo è bravo perché di lotta se ne intende. E se poi c'hai davanti Conte e la cozzaglia giallorossa hai gioco molto più facile. Infatti: mezza Italia sta affondando per le vacue promesse di Giuseppi? Imprenditori, partite Iva, commercianti, chiuderanno le saracinesche perché non vedono un euro? La cassa integrazione è l'ennesimo impegno del governo che si perde nel faremo, daremo, garantiremo? Niente paura. Basta fare la voce più grossa e chiedere. Catene ai polsi e minaccia di sciopero della fame a favore di telecamera ed è fatta. Se poi lo fai davanti ai cancelli di villa Pamphilj, dove si tengono gli Stati Generali, il digiuno dura sì e no venti minuti. Aboubakar viene ricevuto alla speedy gonzales. Prego, dica. E giù a snocciolare richieste. Uno: una patente del cibo per garantire ai consumatori un cibo eticamente sano e per liberare contadini/agricoltori e i braccianti dal giogo dello strapotere dei giganti del cibo che favoriscono il caporalato. Due: assorbire tutte le persone che hanno perso e che rischiano di perdere il lavoro per questa emergenza sanitaria. Tre: regolarizzare tutti gli invisibili con un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile per attività lavorativa; cancellazione degli accordi libici e dei decreti sicurezza con riforma dell'accoglienza; cittadinanza a chi è nato e cresciuto qui.

Mica roba da poco. Ma se dalla tua hai pure i «pesciolini» è quasi fatta. Tant'è che sono proprio le sardine a comunicare al mondo che i cancelli degli Stati Generali vengono spalancati per il bravo Abubakar: «Sta per essere ricevuto da Conte», dicono dall'ittico ufficio stampa. Mezz'ora o forse più di colloquio fitto fitto per sciorinare le proprie richieste e sbattere i pugni sul tavolo: «Ora fatti, basta parole». Il Pd va in brodo di giuggiole: «Serve una nuova visione di società». La Boldrini è già pronta a mettersi in ginocchio; la Bellanova a fare un altro pianto. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala non sta nella pelle e corre a twittare «#iostoconboubakar perché la società per come la vogliamo non ha invisibili». Bello, bellissimo, giustissimo.

Per ora di invisibile ci sono soprattutto i soldi promessi a chi ha dovuto chiudere la propria attività ma continuare a pagare Imu, Tasi, Tari, affitti, bollette, Imu. Per ora di invisibile ci sono le tonnellate di euro annunciate in pompa magna da Giuseppi ma che rimangono impigliate nelle scartoffie di Bruxelles e nelle carte dei ministeri. E un domani, si spera, di invisibile ci saranno i voti alla combriccola giallorossa.

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