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La sinistra fa già le barricate. "Operazione propagandistica, vogliono soffocare il dissenso"

Conte: "Direttive incostituzionali". Salis: "Deriva autoritaria, tocca a noi contrastarla"

La sinistra fa già le barricate. "Operazione propagandistica, vogliono soffocare il dissenso"
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Gli scontri di Torino come pretesto per una "deriva autoritaria" di stampo "post-fascista". Nel giorno del via libera del Consiglio dei ministri al "pacchetto sicurezza" è questa la tesi della sinistra radicale e del "campo largo". L'obiettivo? Picconare il governo. In prima fila c'è l'europarlamentare di Avs Ilaria Salis (foto a lato), che collega le violenze di Askatasuna alla stretta governativa, ma anche Giuseppe Conte (foto più a destra). "L' obiettivo era sfruttare i fatti di Torino per soffocare il dissenso: per fortuna hanno dovuto fare retromarcia su alcune norme assurde", se la prende con il governo il leader del M5s. "Da Torino continuano ad arrivare immagini e testimonianze di gravi abusi di polizia. Pestaggi di gruppo contro manifestanti isolati che non oppongono alcuna resistenza; lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo per colpire e fare male; insulti e minacce", esordisce la Salis rossoverde, bypassando gli attacchi dei manifestanti contro i poliziotti. Poi piazza il fendente contro la maggioranza e l'esecutivo. Parla di "schifo", "pacchetto repressione" e non manca nemmeno stavolta il solito refrain del presunto ritorno al Ventennio. "Le forze dell'ordine diventeranno cittadini un po' più uguali degli altri di fronte alla legge. I manifestanti sottoposti a fermo preventivo, un po' meno. La deriva autoritaria guidata dai post-fascisti al potere compie un altro strappo in avanti. Sta a noi contrastarla. Per farlo, serve una coalizione ampia", chiama alla battaglia.

Avs è sulle barricate. "Il fermo preventivo, lo scudo penale, sono tutte norme incostituzionali che limitano il diritto al dissenso e non danno alcuna risposta sul terreno della sicurezza. Ci batteremo contro questa ennesima operazione propagandistica, per difendere la Costituzione e la libertà di tutti e tutte", va all'attacco Nicola Fratoianni nella gara a sinistra a lanciare l'allarme democrazia sulle misure del governo. Sempre per lo stesso partito, il deputato Filiberto Zaratti accusa la maggioranza di voler reprimere la libertà di manifestazione. Il copione non cambia e il pacchetto sicurezza è "un insieme di norme che moltiplicano reati e divieti con il solo scopo di far paura al Paese, non di difenderlo". Il centrodestra "vuole distrarre lo sguardo della gente dalle bollette, dai salari e dalle pensioni, parlando di una finta sicurezza e, di certo, questo decreto racconta che Giorgia Meloni e i suoi alleati hanno molta paura delle piazze piene", è la convinzione. Sulla stessa linea Angelo Bonelli, che definisce i provvedimenti sulla sicurezza come "una deriva repressiva senza precedenti che non ha prodotto alcun risultato concreto". Per il Verde il decreto è "fumogeno e liberticida". Secondo Bonelli, con il fermo preventivo "saremmo tutti sospetti, anche solo per aver portato una bandiera della Palestina".

Anche Elly Schlein, intervenendo martedì alla Camera, aveva usato l'aggettivo "liberticida" per prendersela con le misure del governo sulla sicurezza. Secondo Riccardo Magi c'è "un salto di qualità nella svolta illiberale" dell'esecutivo. Dal Pd tuonano soprattutto gli esponenti più vicini alla segretaria. "Sono interessati solo a inserire nuovi reati, affrontando il tema della sicurezza in chiave propagandistica ed emergenziale, e non a risolvere i veri problemi", dice al governo Chiara Gribaudo.

Poi tira in ballo Casapound, rivolgendosi a Piantedosi: "Con quali tempistiche intende procedere ad assicurare lo sgombero dell'immobile di via Napoleone III, illegittimamente occupato dall'associazione neofascista Casapound?" Stesso refrain.

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