Antonio Padellaro, fondatore, ex direttore ed editorialista del "Fatto Quotidiano", giornalista politico dalla carriera lunghissima. Lei ha scritto sul "Fatto" un articolo nel quale sostiene che il "campo largo" non è pronto a governare. Giusto?
"Si, la mia è una fotografia. I fatti separati dalle opinioni".
I fatti quali sono?
"Poche ore dopo la vittoria del No al referendum, Schlein dice: Noi non chiederemo le dimissioni del governo. Vogliamo battere la destra alle elezioni politiche".
Neppure Conte ha chiesto le dimissioni. Perché?
"Perché non sono pronti. Stanno ancora discutendo se fare le primarie o no. Riflettendo sul possibile programma. Ma soprattutto non hanno ancora elaborato una idea di futuro".
È questo che manca al campo largo?
"Se tu ti poni come alternativa a un governo che dici sia pessimo e che abbia portato l'Italia al disastro, che non abbia combinato nulla, poi tu devi anche dire: bene, noi offriamo al paese un progetto per i prossimi 5 anni che si baserà su questi punti...".
Questo anno e mezzo che ci separa dal voto è un tempo plausibile per elaborare il progetto del campo largo?
"Teoricamente si. Il problema è mettere insieme forze politiche che non siano solo la somma di Pd più 5 Stelle più Avs. Occorre un cemento che dia alla alternativa la possibilità non solo di nascere ma di durare".
Manca un programma o un leader?
"La questione del leader la risolveranno. In un modo o nell'altro. In caso di primarie dovranno evitare la guerra fratricida".
Il programma?
"Non basta scriverlo. Bisogna ci sia accordo su alcuni punti chiave. Per esempio welfare, guerra, immigrazione".
Ecco parliamo di immigrazione.
"Sull'immigrazione è facile dire l'Albania è un fallimento. Vorrei sapere cosa faranno per gestire il fenomeno dell'immigrazione irregolare. Secondo lei sanno cosa fare?".
Politica estera.
"Anche lì ci sono anime ben diverse".
L'Ucraina?
"Continueranno ad appoggiarla oppure no? Gli daranno le armi oppure no?".
Silvia Salis è un problema per Schlein e Conte?
"No. Assolutamente no. Non sarebbe accettata dall'elettorato".
Il governo Meloni è il secondo governo della Repubblica per durata. Perché Meloni ha potuto reggere così a lungo?
"È il cinismo della destra. Che poi è stato creato da Berlusconi. Berlusconi mise insieme al Nord la Lega e al sud il partito di Fini. Cioè cani e gatti. E ideò questa doppia alleanza. Creò un cemento che poi è andato avanti. Meloni, alle ultime elezioni, ha applicato di nuovo quel metodo".
In questo frangente la persona Meloni è importante?
"Sì: è necessaria alla maggioranza, ma paradossalmente anche all'opposizione che vuole tenerla a Palazzo Chigi".
Travaglio sul "Fatto" paventa il rischio, in caso di pareggio alle elezioni del 27, di una "ammucchiata".
"Non lo so. So che le ammucchiate non funzionano. Funzionano come cartello elettorale. Poi bisogna governare. Ci vuole un premier forte che dice: ragazzi adesso mettetevi in fila".
Un governo centrista è possibile?
"Non ci sono i numeri. In Italia esiste il bipolarismo di fatto".
Un'alleanza di centrosinistra senza Calenda e Renzi non avrebbe i numeri
"In questo sono stati furbi. Possiedono quei margini minimi che possono essere decisivi in caso di parità tra sinistra e destra".
Cosa pensa dell'attacco di Trump a Meloni?
"Trump ha fatto un favore a Meloni che era uscita con le ossa rotte dal referendum. L'attacco di Trump le ha ridato credibilità".
Meloni si sta spostando al centro?
"In parte sì. Dice che la flottilla va protetta, attacca Israele e si dissocia da Trump".
Perché?
"Credo che abbia deciso di guardare un po' al centro. Vuole liberarsi della fama di estremista di destra. Vuole creare un partito conservatore".
L'idea di vedere Schlein a palazzo Chigi nel 2027 è ipotizzabile?
"Sì. Deve dimostrare di essere capace di fare il presidente. Conte nel duello ha un vantaggio; lui il presidente l'ha fatto".
Non crede che se non fosse andata la Meloni al governo la Schlein difficilmente sarebbe potuta diventare capo dell'opposizione?
"Non c'è dubbio".