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Sinistra a pezzi a Padova: ora regna il caos

Caos a sinistra a Padova. Che cosa può succedere alle prossime amministrative

Sinistra a pezzi a Padova: ora regna il caos

Frazionismo, eterna malattia della sinistra. Alle prossime amministrative, quadrante Nordest, dopo aver battezzato il ‘modello Verona’ (dal M5S a Calenda, con l’ecumenico ex calciatore Damiano Tommasi candidato sindaco) il centrosinistra si smentisce da solo e a Padova va al voto con la componente di sinistra già divisa in due tronconi in guerra fra loro. L’amministrazione in carica ripropone il sindaco uscente, Sergio Giordani, sostenuto dal Pd, dalla sua lista personale e da Coalizione Civica, la gamba rossoverde (Sinistra Italiana, Padova 2020, Rete dem, Rifondazione, Legambiente, Liberi e Uguali, Adl Cobas e anche un po' di centro sociale Pedro). Quest’ultima è in crisi d’identità da tempo, per essersi illusa di condizionare la giunta. A ottobre, per esempio, liquefattosi il gruppo di lavoro interno sull’urbanistica, uno dei coordinatori aveva constatato che le proprie proposte erano “inutili”, mentre l’ex assessore ed ex deputata Ds Luisa Calimani parlava già mesi fa di “decadimento” per eccessivo appiattimento sulla linea moderata di Giordani.

Ora dall’area si è sfilata l’associazione Orizzonti, la cui mente è Marco Carrai (assessore alla sicurezza ai tempi di Flavio Zanonato), che ha deciso di correre in autonomia con una propria candidata, Francesca Gislon, contro il primo cittadino sostenuto fino a poco tempo fa. Normali giochini da risiko della politica, si dirà. Non del tutto. Perché si dà il caso che a sostenere la candidata di disturbo sia in prima fila anche l’ex vice di Giordani, quell’Arturo Lorenzoni che non manca mai di lasciare a bocca aperta i compagni. Lorenzoni, professore di Economia dell’Energia all’università patavina, nel 2020 aveva lasciato l’incarico di Palazzo Moroni per sfidare Luca Zaia in Regione Veneto. Un’azione kamikaze annunciata, che gli è valso il record negativo di consensi in tutta la storia del centrosinistra veneto: appena il 15%, staccato di 60 punti dal trionfatore leghista. Peggio perfino di Alessandra Moretti cinque anni prima. Attualmente consigliere regionale, è riuscito pure nella straordinaria impresa di passare al gruppo misto per ritrovarsi poi come capogruppo un ultrazaiano, Stefano Valdegamberi. Ciò nonostante, la minoranza consiliare ha pensato bene di nominarlo suo portavoce. Con il dente avvelenato, così dicono le malelingue, con i suoi ex sostenitori a Padova, ecco la ripicca: “la testa con Giordani, il cuore con la Gislon”, ha scritto il 15 marzo scorso sulla sua bacheca Facebook, beccandosi un profluvio di sarcasmi sul Machiavelli che non si sapeva di avere. Alla stampa locale ha spiegato il fine calcolo: è una mossa “per segmentare il mercato”, la sua. Come dire: raccogliamo di più al primo turno con candidati differenti, così massimizziamo al secondo, quando, evidentemente, ci si riunirà tutti quanti in allegria sotto la bandiera di Giordani. Sarà da vedere, tuttavia, se nel frattempo l’astio fra le due sigle di sinistra non genererà morti, feriti e disgusto nell’elettorato. Giusto per capirci, ieri la Gislon ha inaugurato la sede elettorale. Lorenzoni era assente. Venti metri più in là, dopo un tam tam nelle chat dei giorni scorsi, Coalizione Civica ha organizzato apposta un rinfresco per rubare attenzioni e curiosi ai carissimi concorrenti. Dal canto suo, Orizzonti, per il tramite del capolista Giuliano Pisani (anche lui assessore con Zanonato), ha attaccato ad alzo zero la giunta, in particolare il responsabile cultura Andrea Colasio, nonostante il riconoscimento Unesco a Padova “Urbs Picta”. A sinistra della sinistra, poi, si è fatto vivo un altro candidato ancora, Salim El Maoued, medico libanese da trent’anni nel capoluogo padovano, in lizza con “Padova per tutti”. Lo sfidante principale di Giordani, fra l’altro imprenditore anche lui, è Francesco Peghin, che raduna attorno a sé tutte le anime del centrodestra. Al centro, Lorenzo Innocenti (“Torna Padova”): un passato da rugbista nel Petrarca, ha un profilo da civico puro. In corsa anche Paolo Girotto (“Movimento 3V”), veterinario novax. In tarda primavera il voto. Il cui esisto non appare scontato. Almeno nel guazzabuglio a sinistra.

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