La sintesi vincente dell'alleanza

"Il centrodestra non c'è più". Quante volte, in particolar modo dopo la complessa elezione del capo dello Stato, avete letto questo epitaffio?

La sintesi vincente dell'alleanza

«Il centrodestra non c'è più». Quante volte, in particolar modo dopo la complessa elezione del capo dello Stato, avete letto questo epitaffio? Moltissime e, in alcuni casi, anche a giusta ragione. Sono tanti, decisamente troppi, i temi sui quali Forza Italia e la Lega da una parte e Fratelli d'Italia dall'altra, si sono divaricati. Abbastanza da fare constatare agli improvvisati - e neppur troppo velatamente compiaciuti - medici legali il decesso della coalizione. Certo, se è esagerato parlare di decesso, non si può tuttavia negare che le condizioni di salute del centrodestra non sono ottimali ed è sin troppo facile diagnosticare le patologie: ambizioni personali, sindrome da sondaggio, liti interne ai partiti e posizioni divergenti sono sotto gli occhi di tutti. L'ultima in ordine temporale risale a due giorni fa, che non è una data a caso ma il giorno in cui la Consulta ha dato il via libera a 5 dei 6 quesiti referendari sulla giustizia promossi da Radicali e Lega. Una battaglia trentennale di tutto il centrodestra, sulla quale però il centrodestra è riuscito ancora a una volta a spaccarsi, con Fratelli d'Italia che voterà solo 2 referendum. Per carità, è legittimo avere le proprie posizioni e la pluralità di punti di vista è un arricchimento, ma la coalizione deve avere una sua unità, una propria coerenza. Altrimenti non solo si agevolano gli avversari, ma si rischia di confondere il proprio elettorato.

Eppure, nonostante tutto, il centrodestra diviso, un po' all'opposizione e un po' al governo, litigioso e a tratti scomposto, quando vuole, riesce a ottenere quello che vuole in Parlamento. Esattamente come è successo ieri, quando Forza Italia, Fdi e Carroccio, finalmente compatti, hanno mandato sotto il governo, approvando un emendamento che riporta la soglia del contante a duemila euro fino al prossimo anno.

Al di là del risultato pratico, a noi interessa il significato politico. Il centrodestra c'è, è vivo e ha pure battuto un colpo. Forte. Ma funziona solo se è unito, se chiude nel cassetto i personalismi, se cerca una sintesi invece di evidenziare esasperatamente le differenze.

Lo deve ai suoi elettori, che sono molto più uniti dei loro leader e che - come dimostrano tutte le rilevazioni statistiche - sono già maggioranza nel Paese. Su, un piccolo sforzo.

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