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Il socialista Sánchez batte il record dei morti in mare: 3mila solo nel 2025

Mentre l'Italia dimezza gli sbarchi le rotte verso la Spagna diventano un cimitero

Il socialista Sánchez batte il record dei morti in mare: 3mila solo nel 2025
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Il premier spagnolo Pedro Sánchez, idolo della sinistra e in particolar modo di Elly Schlein, sembra non cavarsela benissimo con la sua ideologia di accoglienza, tanto da essere stato costretto a copiare il modello Albania in versione spagnola, nonostante la sua opposizione al modello dei centri per migranti, manifestata in più occasioni perché ritenuto un metodo che "non risolve nessun problema e ne crea di nuovi". Ma, pur essendo dovuto ricorrere a una struttura simile non è riuscito comunque a contrastare efficacemente le rotte migratorie e, conseguentemente i decessi in mare. Cosa che invece è riuscita bene al governo Meloni che a oggi può registrare un numero di sbarchi inferiore rispetto al 2025 almeno del 50%, ma anche un calo delle morti. Una prima diminuzione c'era già stata nel 2024: 1.824 morti e dispersi nel Mediterraneo centrale.

Poi un ulteriore risultato positivo nel 2025, anno in cui sono circa 1.190 i morti e dispersi sulla stessa rotta al 20 dicembre. Questo perché le rotte illegali sono una fabbrica di morte che i governi europei sono impegnati a contrastare.

Il Mediterraneo centrale è costantemente sotto i riflettori per la massiccia presenza delle Ong, a cui fanno da megafono i partiti della sinistra italiana, che però dimenticano sistematicamente di sottolineare i fallimenti dei loro amici.

Così come sembrano omettere che in Europa esistono anche altre rotte via mare e sono quelle che portano in Spagna, dove le navi delle Ong non operano con questa frequenza ma dove si muore anche di più. La ragione per la quale non ci sia la stessa attenzione non è nota, ma le ipotesi sono tante, e una di queste potrebbe essere rappresentata dal colore politico. Anche perché Sánchez è lo stesso che ha scritto sul New York Times un articolo intitolato: "Sono il primo ministro della Spagna. Ecco perché l'Occidente ha bisogno degli immigrati", e che durante la visita in Mauritania nel 2024 sosteneva che "l'immigrazione non è un problema, ma una necessità".

Ma nel 2025 lungo le rotte che portano in Spagna (penisola e isole) si sono registrate 3.090 vittime: il dato viene fornito dall'Ong Caminando Fronteras, che da anni stila report sulla mortalità lungo le rotte spagnole. Quella più letale è la "rotta atlantica" che dall'Africa occidentale conduce alle isole Canarie, dove sono morte o scomparse 1.906 persone. Lungo la "rotta algerina" sono state, invece, 1.037. Le restanti vittime si sono registrate nella "rotta dello Stretto" (139), lungo la "rotta Alboràn" (5), chiamata anche dei respingimenti silenziosi in mare e lungo la "rotta Ceuta-Melilla" (3). Tra queste migliaia di vittime ci sono anche 192 donne e 437 bambini e adolescenti, morti o spariti, molti dei quali si trovavano a bordo delle 70 imbarcazioni di cui non si hanno più notizie.

Sono numeri altissimi, che però sembrano non destare alcuno stupore o richiesta di presa di posizione da parte dell'Unione Europea. Ma sono comunque inferiori rispetto al 2024, quando la stessa organizzazione ha contato 10.457 vittime lungo le stesse rotte. Questi dati hanno convinto il governo Sánchez che la strategia dell'esecutivo italiano, benché approntata da partiti di centrodestra e quindi diametralmente opposta come idee e come concetti, fosse vincente: ha quindi costruito, con l'intesa Ue, due hub di detenzione per migranti (sotto la giurisdizione locale) lungo le coste della Mauritania dove però, al contrario di quanto accade in Albania, vengono condotti anche donne e bambini.

I vari Conte, Bonelli, Fratoianni e il Pd al completo non imputano a Sánchez che si tratti di misure lesive della libertà individuale, a maggior ragione essendoci minori? La rotta della Mauritania è stata la più mortale nel 2025 tra quelle atlantiche, con 1.319 vittime. Che dopo questa scoperta i fan del niño spagnolo possano redimersi?

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