"Chiude i cinema. E Casalino?" I veleni giallorossi su Conte

I parlamentari M5S e i renziani attaccano frontalmente il premier Giuseppe Conte per le eccessive restrizioni imposte con l'ultimo dpcm. Nel mirino i ministri Franceschini, Speranza e De Micheli

"Chiude i cinema. E Casalino?" I veleni giallorossi su Conte

"Chiudere alle 18 bar e ristoranti? Una follia". A poco più di 24 ore dall'emanazione del Dpcm, i parlamentari M5S si sfogano con una serie di messaggi decisamente critici che si susseguono nel corso di tutta la giornata.

La chat dei deputati grillini, visionata dall'Adnkronos, segnala un malcontento diffuso. "La situazione è al di fuori di ogni controllo molte categorie sono sul piede di guerra, e con tutta la comprensione che posso metterci, continuo a non capire determinate scelte", evidenzia un pentastellato che aggiunge: "Al di là della chiusura di bar e ristoranti, perché affossare ulteriormente il mondo dello spettacolo e dello sport già in ginocchio? Perché chiudere i teatri (simbolo di cultura) se rispettavano rigorosamente le norme, e poi magari consentire l'ingresso nelle chiese? Perché le palestre, che garantivano il giusto distanziamento?". Nel mirino ci sono in particolare i ministri del Pd, Dario Franceschini titolare dei Beni Culturali e Paola De Micheli, responsabile dei Trasporti. "Pensa quando ci chiederanno di votarlo Presidente della Repubblica...", scrive un grillino parlando del primo.

Mentre sulla seconda è il senatore Emanuele Dessì, sentito telefonicamente in esclusiva da ilGiornale.it, a dichiarare: "Stiamo penalizzando intere categorie perché non è stato fatto nei giusti tempi e con la giusta forza un’azione importante nel mondo dei trasporti, mentre i vigili urbani o le forze dell’ordine non hanno fatto nessuna opera di moral suasion sui territori nei confronti dei cittadini. Tutte queste cose sono in capo a ministri del Pd e dispiace che poi vengano accusati il ministro Patuanelli e il ministro Spadafora che, invece, hanno combattuto prima per tenere aperte queste categorie e, poi, per dare i giusti ristori". Dessì, poi, non risparmia critiche neppure al ministro Roberto Speranza, che in questi giorni ha dovuto ritirare dagli scaffali delle librerie il suo manoscritto sul Covid: "Sui posti di terapia intensiva è stato un lavoro scarsissimo per colpa della burocrazia a tutti i livelli che il ministro, in particolare, avrebbe dovuto abbattere. A chiudere è facile, ma dobbiamo anche motivare queste scelte a chi, in questi mesi, ha investito per mettere in sicurezza i loro spazi lavorativi".

Un tema quest'ultimo che è stato al centro della enews di Matteo Renzi in cui il leader di Italia Viva ha esplicitamente chiesto di "modificare" il Dpcm che penalizza sia i ristoratori sia il mondo della cultura."Ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro", scrive l'ex premier che si mostra sorpreso del fatto che "proprio il Ministro della Cultura abbia giustificato la chiusura". Un attacco a cui ha risposto direttamente Nicola Zingaretti che difende le scelte del premier Giuseppe Conte: "Vedo molti distinguo da esponenti di Governo e forze di maggioranza. Per me non sono mai stati seri quei partiti che la sera siedono ai tavoli del Governo per prendere decisioni e la mattina dopo organizzano l'opposizione. In questo momento stare con i piedi in due staffe è eticamente intollerabile". L'offensiva dei renziani, però, non si ferma. La ministra Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia Viva, in un video pubblicato su Twitter, spiega: "L'ho detto in mille modi, nella riunione iniziata sabato mattina alle 6,30: quel Dpcm non va bene, non risponde alle esigenze della comunita scientifica, ai suggerimenti delle regioni e crea gravissimi danni alla ristorazione e alla filiera agroalimentare".

A tal proposito, Michele Anzaldi, raggiunto telefonicamente da ilGiornale.it, dice: "Il Dpcm va corretto perché penalizza alcune categorie che, tra divisori e gel, hanno investito e fatto rispettare le prescrizioni scrupolosamente. È chiaro che stare chiusi in casa in lockdown sarebbe la cosa migliore, ma c’è gente che rischia di fallire anche perché, io l’ho detto, non hanno avuto i rimborsi promessi". E aggiunge: "Nell’era di internet si poteva rendere obbligatoria la prenotazione e si sarebbe saputo in anticipo il numero, i nomi e i contatti telefonici dei clienti". Un altro esponente di punta del mondo renziano come Gennaro Migliore ribadisce: "Noi di Italia Viva non siamo stati ascoltati e, allora, ci muoveremo per le vie parlamentari per cambiare il Dpcm". Per una volta, dunque, renziani e grillini hanno un obiettivo comune: far fare marcia indietro al premier per "non penalizzare eccessivamente alcune categorie che sono già in notevole difficoltà". Che, poi, come fa notare Anzaldi "Conte chiude palestre, teatri e i cinema dove non c'è stato nessun caso, quando il suo portavoce è positivo... Fossi un gestore un gestore di una di queste attività sarei molto perplesso verso chi gli impone la chiusura...".

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