«Sono bloccate le vendite delle auto elettriche»

Pierluigi Bonora

Roma Un effetto tangibile, l'emendamento sul bonus-malus per le auto lo ha fatto: «Dall'uscita della notizia - precisa Bruno Mattucci, ad di Nissan Italia, leader nel mercato della mobilità a zero emissioni con la berlina Leaf - le vendite di vetture elettriche si sono bloccate. I clienti attendono di sapere se ci sarà un incentivo». Il manager, che condivide la linea espressa dalle associazioni di categoria, ritiene che un eventuale bonus debba riguardare chi investe nelle infrastrutture di ricarica, mentre chi è interessato a un'auto elettrificata potrebbe essere premiato, oltre che con l'incentivo, anche attraverso agevolazioni. «A esempio - spiega - l'accesso gratuito in autostrada, i parcheggi gratis in città e scontati nei garage, l'accesso libero alle corsie preferenziali oltre, ovviamente, alle Ztl».

Mattucci boccia l'idea del malus, la cosiddetta «tassa sulla Panda», insieme alla volontà di imporre un cambiamento di abitudini senza aver prima fissato un piano che segni le tappe verso la mobilità a zero emissioni. «Il settore investe miliardi per rispondere ai limiti, sempre più severi, sulle emissioni, per poi, una volta passata l'omologazione, essere obbligato a far fronte ad altri interventi. Non è giusto», stigmatizza l'ad di Nissan Italia.

Teme ripercussioni negative sul mercato anche il nuovo presidente e ad di Mercedes-Benz Italia, Radek Jelinek, il quale punta il dito contro l'incertezza provocata dal susseguirsi di annunci: «I clienti non comprano, e così ci sono impatti sui posti di lavoro, sulle concessionarie ma anche per lo Stato, visto che non incassa l'Iva».

Sul tavolo del ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, è intanto arrivata da Anfia, Unrae e Federauto, la controproposta, come era stato concordato, rispetto alla volontà di applicare l'ecotassa, iniziativa che ha portato Fca a minacciare di rivedere il piano investimenti per l'Italia. Ecco le richieste: nessun malus, bonus per i veicoli che emettono fino a 70 grammi/km di CO2, defiscalizzazione al 65% sulle infrastrutture per la ricarica in concessionarie, centri commerciali, supermercati, ecc.

Sull'Aventino è pure l'indotto. Pierangelo Decisi, vicepresidente di Anfia Componenti: «Se al Senato non si troverà una soluzione, anche le nostre aziende rivedranno con tutta probabilità i propri piani. Diciamo no alla fine dell'Italia come Paese produttore di auto».

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