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"Stella polare è la libertà". Il Cav dà la fiducia alla Meloni: "Noi dalla parte dell'Occidente"

Berlusconi al Senato dopo nove anni di assenza: "Non lasceremo senza risposte famiglie e imprese che chiedono aiuto". E assicura: "Sono sicuro che il governo sarà dalla parte dell'Occidente e della libertà"

"Stella polare è la libertà". Il Cav dà la fiducia alla Meloni: "Noi dalla parte dell'Occidente"

Silvio Berlusconi è entrato nell'Aula del Senato alle 17.30 circa, prima dell'intervento di Giorgia Meloni. Tanti i ministri che si sono avvicinati al banco del Cavaliere per salutarlo al momento della sospensione della seduta del Senato. "La situazione è difficile ma diamo comunque convintamente la nostra fiducia al governo", ha detto Silvio Berlusconi ai cronisti prima di entrare in Aula.

Le prime parole per il nipote appena nato

Il Cavaliere è intervenuto per la dichiarazione di voto del suo gruppo sulla fiducia al governo. È stato il suo primo intervento in Aula dopo 9 anni di assenza dal Senato, al quale Ignazio La Russa ha dato il bentornato in Parlamento. Il Cavaliere ha esordito con un annuncio: "Sono felice di essere qui e sono felice anche perché 3 ore fa è nato il mio 17° nipotino. Evviva!". Per questo annuncio, l'Aula ha applaudito in modo quasi bipartisan davanti alla gioia di un nonno.

La paternità del centrodestra

Quindi, ha rivendicato: "Se oggi per la prima volta alla guida del governo del Paese, per decisione degli elettori, c’è una esponente che viene dalla storia della destra italiana, questo è possibile perché 28 anni fa è nata una coalizione plurale, nella quale la destra e il centro insieme hanno saputo esprimere un progetto democratico di governo per la Nazione".

La nascita di Forza Italia ha segnato il solco per una rivoluzione politica importante e i governi di centrodestra che si sono succeduti negli ultimi 28 anni, ha spiegato il Cavaliere, "hanno sempre avuto come stella polare del loro agire la libertà". Non sarà diverso per il governo presieduto da Giorgia Meloni, che avrà al suo fianco una coalizione "che in 28 anni non si è mai divisa e che ha saputo governare insieme e stare insieme anche all’opposizione".

La fiducia piena a Giorgia Meloni

Rivolgendosi a Giorgia Meloni, al governo e a tutta l'Aula, Silvio Berlusconi ha quindi annunciato: "Noi oggi voteremo convintamente la fiducia. Da domani lavoreremo con lealtà, passione e spirito costruttivo per realizzare il nostro programma". Un programma più che condiviso da parte di Silvio Berlusconi e del suo partito: "Nelle nostre decisioni dobbiamo poi mettere al centro di tutto la persona, portatrice per sua natura di diritti che non sono concessi dallo Stato, ma che lo Stato ha il dovere di garantire e di tutelare".

Silvio Berlusconi ha quindi aggiunto: "Siamo quindi per la tutela della vita, dal concepimento alla morte naturale, siamo per il sostegno alla natalità, siamo per la difesa e la valorizzazione della famiglia e della sua funzione sociale irrinunciabile". Temi importanti, pressoché fondamentali, "sui quali il nostro governo, ne sono certo, saprà intervenire con coraggio, e con senso di responsabilità".

Il programma delle riforme

Il tempo delle parole si sta esaurendo e ora il governo di Giorga Meloni dovrà lavorare alle riforme, come sottolineato anche fa Silvio Berlusconi. "È ben chiara in noi la consapevolezza dei problemi strutturali del nostro Paese, la consapevolezza del carico fiscale insostenibile su famiglie e imprese, la consapevolezza della lentezza della burocrazia e dell'inefficienza del sistema giudiziario", ha spiegato il Cavaliere. L'ex premier, quindi, ha aggiunto: "Una delle priorità da approvare nel più breve tempo possibile è la riforma della tassazione, per un fisco più equo e più leggero, pur nella necessità di non disattendere i vincoli di bilancio che l'Europa e i mercati ci impongono".

La guerra in Ucraina

Importante il passaggio sulla guerra in Ucraina, che ha ricordato l'ambizioso progetto dei primi anni Duemila, quando "il mio progetto, le speranze di molti, erano allora quelle di recuperare la Russia all'Europa. Questo progettavamo per poter affrontare insieme con un Occidente rafforzato dall'apporto della Russia alla grande sfida sistemica del 21esimo secolo, quella del pericoloso espansionismo cinese".

Invece, ha spiegato Silvio Berlusconi, "l'invasione dell'Ucraina ha vanificato questo nostro disegno, perché siamo tornati a prima del 2002, con la Russia isolata dall'Europa e con l'Europa e l'Occidente uniti contro la Russia". Il Cavaliere, quindi, ha ribadito con fermezza la sua posizione atlantista ed europea, come è sempre stata, essendo questi due dei pilastri del suo partito fin dal 1994.

Senza dimenticare che proprio Silvio Berlusconi è stato il fautore e il promotore del patto di Pratica di Mare con il quale, di fatto, si è chiusa la Guerra fredda tra Usa e Russia: "Noi non possiamo che confermare la nostra solidarietà all'Occidente, io, lo sapete, sono sempre stato un uomo di pace. Non possiamo che ribadire e consolidare le linee portanti della nostra politica estera, e cioè la solidarietà con l'Occidente, quella solidarietà che ha sempre caratterizzato i nostri governi e che deve essere patrimonio comune della nazione, soprattutto di fronte alle minacce internazionali vecchie e nuove".

Il discorso del 1994

Concludendo il suo intervento in Senato, Silvio Berlusconi ha richiamato il suo primo discorso in Aula nel 1994: "Chiedendo al Senato la fiducia per il primo governo di centrodestra, io conclusi il mio intervento parlando della possibilità di sognare, ad occhi bene aperti un nostro futuro migliore, parlai della possibilità di costruire un'Italia più giusta, più generosa e più sollecita verso chi ha bisogno e verso chi soffre, parlai di un'Italia più moderna e più efficiente, di un'Italia più prospera e più serena, più ordinata e più sicura".

Parole mai come ora attuali, che Silvio Berlusconi ha ribadito con forza per rimarcare la sua piena e totale appartenenza a questo governo. "Queste le mie parole di allora, queste le mie parole di oggi. Al presidente del Consiglio e al governo i miei e i nostri più convinti e affettuosi auguri per tutti i prossimi cinque anni di lavoro", ha concluso il Cavaliere, che ha ricevuto una vera e propria standing ovation dal centrodestra. Si sono alzati in piedi per lui tutti i componenti del governo, anche Giorgia Meloni. Un omaggio sentito per il ritorno in Senato dopo 9 anni.

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