In Spagna uscita dal lockdown "asimmetrica e lunga due mesi"

Annuncio del premier: ultime Madrid e Barcellona

In Spagna uscita dal lockdown "asimmetrica e lunga due mesi"

La Spagna prevede di allentare progressivamente le misure restrittive anti-coronavirus, per tappe, fino alla fine di giugno quando si spera che il Paese entrerà in una «nuova normalità» una volta ridotta sotto controllo l'epidemia di Covid-19. Ma la ripresa dell'anno scolastico sarà a settembre. Lo ha annunciato il premier spagnolo Pedro Sanchez, spiegando che, dopo sei settimane di blocco totale, per allora dovrebbe essere completato il piano preparato di quattro fasi, ognuna della durata di circa due settimane. Alla fine di giugno, quindi, l'intero Paese potrà entrare «nella nuova normalità se l'evoluzione della pandemia sarà sotto controllo in tutti i territori», ha sottolineato. La fine del lockdown durerà in tutto almeno due mesi.

Anche in Spagna, come in Francia, l'uscita dalle misure restrittive sarà «asimmetrica». Come la pandemia è stata «asimmetrica», così lo sarà la riapertura, a seconda della situazione nelle diverse zone, ha precisato il capo del governo. Le prime a ripartire saranno le isole (Canarie e Baleari) e le zone rurali, poi toccherà alle città, dove si è concentrata la maggior parte dei casi di contagio, in particolare a Madrid e a Barcellona. Sole eccesioni: l'isola di Formentera (Baleari) e quelle di Gomera, El Hierro e La Graciosa, alle Canarie, potranno anticipare la fine del lockdown al 4 maggio.

Nel Paese, uno dei più colpiti dal Covid-19, è già iniziato un leggero allentamento delle misure restrittive. Da domenica, infatti, i minori di 14 anni possono uscire per un'ora accompagnati da un solo genitore. Dal 2 maggio, inoltre, sarà possibile uscire dalla propria abitazione insieme ad altri membri del nucleo familiare per una passeggiata o per effettuare attività sportiva. Sono state però individuate diverse violazioni, soprattutto gruppi di bambini che giocavano o genitori che chiacchieravano senza rispettare le distanze minime, come ha riferito il ministro dell'Interno. «Non ci sarà impunità», ha assicurato. «Non ci possiamo permettere errori, costerebbero troppo cari».

Il bilancio dei morti in Spagna a causa della pandemia di coronavirus è salito ieri a 23.822. Sono 301 gli ultimi decessi segnalati, 30 in meno rispetto ai dati di lunedì. Nel Paese sono 210.773 i casi confermati di coronavirus dai test Pcr - 1.308 in più rispetto a ieri - e 102.548 le persone guarite dopo aver contratto l'infezione. «I dati odierni sono sulla scia della tendenza molto favorevole degli ultimi giorni», ha detto Fernando Simón, responsabile del Centro spagnolo per il coordinamento delle emergenze sanitarie. Sono dati che «infondono speranza» ma, ha avvertito, «bisogna seguire con cautela l'evoluzione per garantire ci sia una reale assenza di rischio».