Le spese della Difesa aumentano: +4% sul 2017

Le spese della Difesa aumentano: +4% sul 2017

«Avevamo discusso mesi fa della possibilità di estendere anche in Siria l'addestramento delle forze di polizia, ma fin quando la situazione resta incerta la decisione rimane quella di appoggiare la coalizione dall'Irak, dove, dopo gli Stati Uniti, nessuno ha messo tante forze come noi», diceva il ministro Roberta Pinotti il 16 febbraio scorso. Infatti lo stanziamento per le missioni militari anche per il 2018 ammonta a 1,28 miliardi di euro, stessa cifra dell'anno precedente. Ciò che non resta invariato invece è il bilancio complessivo della Difesa, che è in progressivo aumento, l'unico tra quelli dei ministeri a non aver subito la scure della spending review: 25 miliardi di euro nel 2018, l'1,4% del pil, con un aumento del 4% rispetto al 2017. L'incremento sale a più 8,6% rispetto alle previsioni per il 2015 (ultimo anno della «spending» imposta nel 2012 dal governo Monti) e a più 25,8% rispetto al 2006. Non solo. Il capitolo «nuovi armamenti» segna un record, con una spesa di 5,7 miliardi, più 7% nell'ultimo anno, ma soprattutto più 88% nelle ultime tre legislature. È proprio sul finire dell'ultima, che Roberta Pinotti ha staccato l'ultimo assegno ministeriale, ormai a Camere sciolte. Si tratta dell'atto 510 del governo per l'acquisto di venti «aeromobili a pilotaggio remoto per potenziamento delle capacità di Intelligence, Surveillance and Reconaissance della Difesa». In altre parole, droni. Necessari a effettuare «ricognizioni in ambienti ostili e ad alto rischio» e a «contrastare le minacce alla sicurezza nazionale». Il decreto ora approderà nelle commissioni speciali di Camera e Senato che esaminano i provvedimenti urgenti. Costo complessivo: 766 milioni di euro, di cui 72 da erogare quest'anno. Eppure, come spiega l'Osservatorio Milex sulle spese militari italiane, la voce non risponde in realtà a esigenze strategiche di difesa nazionale quanto all'esigenza di sostenere l'industria del settore.

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