Spunta un questionario per "mappare" i gay. È bufera a Lucca

L'università propone un questionario per testare la qualità della vita del mondo Lgbt. Caos sull’iniziativa finanziata dalla Regione Toscana

Spunta un questionario per "mappare" i gay. È bufera a Lucca

Tre giorni alla scadenza dell’embargo di sei mesi previsto dopo la bocciatura in Senato del ddl Zan e, casualmente, riprende la battaglia contro l’omofobia con iniziative più o meno utili. Mercoledì 27 aprile sarà ripresentato infatti lo stesso testo - che era stato approvato alla Camera ma stoppato a Palazzo Madama - sul disegno di legge proposto dal parlamentare Alessandro Zan che pone le sue radici sulla tutela del mondo Lgbt.

Così l’amministrazione comunale di Lucca, insieme all’Università di Pisa e la Regione Toscana – che finanzia il progetto – ha dato il via a un’iniziativa gay friendly che si traduce nella compilazione di un questionario che ha lo scopo di "mappare" la qualità della vita degli appartenenti al mondo arcobaleno.

Una serie di domande, quindi, che verranno proposte ai cittadini e che verranno analizzate tra sei mesi. L'obiettivo è quello di testare la qualità di vita che svolgono queste persone e il grado di accoglienza da parte dei cittadini lucchesi. Lotta alla discriminazione, dicono dall’attuale amministrazione targata Pd, prossima alle elezioni tra poco più di un mese. Una battaglia che - secondo i dem - dovrebbe passare da un’indagine a crocette sul grado e luogo di visibilità, l’accoglienza, le ostilità rivolte ai rappresentati del mondo Lgbt e le esperienze personali di pregiudizio.

"Abbiamo fortemente voluto questa collaborazione con l’Università di Pisa, che grazie al contributo della Regione oggi abbiamo potuto centrare, per compiere un salto di qualità importante all’impegno che l’amministrazione comunale assicura per combattere ogni discriminazione", afferma il consigliere comunale Daniele Bianucci, come riporta anche il quotidiano online locale Lucca in Diretta.

La decisione, che vede schierato il candidato sindaco Francesco Raspini alle amministrative, sembrerebbe apparsa in città – ma non solo – come una pura mossa elettorale, che mira a un tema ghiotto in termini di consenso, ma priva di concretezza.

"Il report ci aiuterà, siamo sicuri, a porre in essere politiche di integrazione e lotta alle discriminazioni ancora più puntuali ed efficaci", insistono dall’amministrazione. Ma davvero un foglio con una serie di domande ai cittadini può essere uno strumento efficace per mettere in atto il motore contro la discriminazione? Il dubbio si fa concreto in quanto, al momento dei risultati – tra 6 mesi, come già detto – a occuparsi della questione sarà la nuova amministrazione comunale.

E se la visione dello schieramento targato Pd è chiaro, gli altri principali schieramenti che lottano per il palazzo del potere hanno posizioni contrastanti.

Da una parte il candidato sindaco Mario Pardini, appoggiato dal centrodestra unito (Lega, Fdi e Forza Italia), sulla questione resta diplomatico e si dice favorevole all’iniziativa: "Ben vengano tutti i sondaggi che permettono di verificare lo stato di salute della società, che si basa sulla convivenza di tutti coloro che ne seguono le regole e i valori. E Lucca, in questo senso, è sempre stata una città molto civile e garbata".

Al contrario, l’altro candidato Fabio Barsanti, appoggiato da una lista civica e da Italexit di Paragone, si pone in modo molto più critico: "Un’iniziativa inutile perché Lucca non è certo una città di discriminazione ma il vero problema è come la Regione Toscana, e quindi la sinistra, e quindi il Pd, spende soldi pubblici. In questa fase di crisi economica post-covid e con le conseguenze della guerra credo che le priorità siano altre".

Tra il 23 febbraio e il 9 marzo 2020 – in piena emergenza pandemica – la Regione Toscana stanziò prima un finanziamento da 80mila euro per un consultorio transgender e, subito

dopo, altri 80mila euro destinati a "Ready", la rete che mette insieme tutte le amministrazioni pubbliche impegnate contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere volano anche di questa iniziativa.

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