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Stacca gli apparecchi salvavita della madre: arrestato

L'uomo voleva porre fine alle sofferenze della donna, salvata da un'infermiera

Stacca gli apparecchi salvavita della madre: arrestato
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"Mi rimetto alla volontà di Dio". E stacca i macchinari che tengono in vita la madre anziana e malata. Solo l'intervento di un'assistente domiciliare impedisce la tragedia. L'uomo, un professionista di 48 anni, viene arrestato. La donna, paziente oncologica terminale, viene ricoverata in terapia intensiva. È accaduto alla metà di dicembre a Bari, ma solo lunedì l'uomo è stato interrogato dal gip. Nel corso dell'udienza preliminare l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ai medici dell'ospedale Di Venere per giustificare il suo gesto, invece, dichiara di aver assecondato il volere del Signore.

Nulla, di contro, viene accertato da parte della donna sull'eventualità di lasciarsi morire. Niente di scritto, nessuna volontà dettata verbalmente. Il presunto omicida non sa, o finge di non sapere, che in Italia l'eutanasia è comunque illegale, impossibile da attuare anche in caso la donna l'avesse implorata. Succede tutto pochi giorni prima delle festività natalizie. L'anziana, ultra settantenne, è assistita in casa dal figlio e da alcune infermiere domiciliari. Il 15 dicembre il 48enne mette in atto un progetto, probabilmente, studiato da tempo e mosso dalla disperazione. L'uomo chiude la bombola di ossigeno e interrompe la somministrazione di farmaci salvavita, ovvero tutti i presìdi medici. Un'infermiera, incaricata di iniettare forti antidolorifici, morfina, per alleviare le sofferenze della poveretta, piomba a casa in un orario insolito. In pochi istanti si rende conto di ciò che è accaduto. La donna non reagisce, sembra in uno stato comatoso. Non perde tempo, l'infermiera. Chiama prima il 118 poi il 112. Quando arrivano i carabinieri, i sanitari la stanno già trasportando in ambulanza.

L'uomo, interrogato dagli inquirenti, viene fermato con l'accusa di tentato omicidio aggravato. Si accerta anche che, in passato, avrebbe avuto comportamenti scorretti nei confronti degli assistenti domiciliari. Il pm Isabella Ginefra della Procura di Bari a quel punto chiede la convalida e il gip Giuseppe Montemurro firma l'ordinanza di custodia cautelare.

Provvedimento deciso dopo aver emanato il divieto di avvicinamento al genitore ricoverato purché all'indagato venga applicata la misura del braccialetto elettronico. Necessario per impedire altri tentativi di porre fine alla vita della madre. Ma l'uomo si rifiuta e allora vengono disposti gli arresti domiciliari, nella stessa abitazione dove aveva provato a uccidere la donna.

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