Stangata sulle assicurazioni Il Nord paga le truffe del Sud

Per ripagare le truffe nel Sud le compagnie si rivarranno sugli altri clienti. La proposta è partita dal grillino Di Maio, "paladino" del Sud. L'allarme dell'Ania sui cosiddetti testimoni di professione

Stangata sulle assicurazioni Il Nord paga le truffe del Sud

Al ritorno dalle vacanze i cittadini potrebbero trovare una brutta sorpresa sull'uscio di casa: un aumento delle tariffe Rc Auto. Colpa del ddl Concorrenza che, a dispetto del nome, contiene una serie di norme penalizzanti per le imprese assicurative che, se rimanessero le attuali premesse, ovviamente si rivarrebbero sulla clientela. Ai componenti delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera e poi agli onorevoli tutti quando arriverà in Aula, il compito di fermare l'ennesima stangata dell'era Renzi.

Certo, non è tutta quanta farina del Pd. La mazzata peggiore arriva dal grillino Di Maio, che è anche relatore del ddl. Le compagnie saranno obbligate a praticare sconti agli assicurati che non abbiano denunciato sinistri negli ultimi 5 anni. Una norma pensata per tutelare i cittadini di Napoli, di Roma e di Bari tra le città più «incidentate» d'Italia. Al di là della facile opponibilità in sede europea di una norma che obbliga le aziende a diminuire i prezzi, resta il fatto che poiché i sinistri si liquidano con i premi Rc Auto raccolti, un minore introito laddove c'è maggiore incidentalità comporterebbe un rincaro a Milano, Pordenone, Rovigo e anche Potenza.

Il Masaniello dell'M5S non è stato lasciato solo. I colleghi del Pd hanno contribuito molto a stravolgere un provvedimento totalmente sbilanciato a favore di una parte sola. Come riferimento per le lesioni riportate in un incidente è stata scelta la tabella del Tribunale di Milano che è la più cara di tutta Italia. I giudici (un sinistro ha quasi sempre un esito legale ndr ) potranno inoltre maggiorarle fino al 30% se riconosceranno anche un «danno morale». Previsione giusta soprattutto per i giovani, resi invalidi da un incidente per cui non hanno colpe, ma potenzialmente pericolosa per gli altri assicurati, considerato che è già previsto un risarcimento per tutti i danni di natura non patrimoniale.

Ecco perché l'Ania, la Confindustria delle assicurazioni, è fortemente preoccupata dagli esiti di questo provvedimento. Infatti non è stata ascoltata nessuna sollecitazione, nemmeno in tema di «testimoni professionisti». Come detto, poiché spesso si finisce davanti al magistrato, è prassi soprattutto meridionale avvalersi di testimonianze fidate rese da «passanti di professione». Un maggiore controllo sulla loro identità e sul numero di cause in cui sono accorsi in «salvataggio» di qualcuno avrebbe potuto essere proficuo. Invece ci saranno fino a tre mesi di tempo per trovare qualcuno che passava di lì per caso e magari al momento del sinistro non è citato nel modulo blu.

E meno male che è saltata la proposta di eliminare gli accertamenti strumentali (cioè le radiografie) per il famigerato «colpo di frusta», vera dannazione delle compagnie fino a qualche anno fa. Da quando è stata introdotta l'innovazione i risarcimenti per questa fattispecie di lesione sono diminuiti del 50% facendo scendere le tariffe del 15% in tre anni. Prezzi che, invece, sono destinati inesorabilmente ad aumentare poiché è stata eliminata, causa forte pressing dei carrozzieri, la possibilità di scegliere un'officina convenzionata con le compagnie per avere uno sconto sulle riparazioni. Ora tutti potranno scegliere il meccanico di fiducia. Pagando di più.

La raffica di emendamenti della maggioranza ha fatto saltare anche la portabilità della previdenza integrativa, cioè la possibilità di spostare il proprio montante dal fondo della categoria cui si appartiene (tipo Cometa per i metalmeccanici) a quello di un'altra se offre un rendimento maggiore. Pare che stavolta sia stato il sindacato a dire di no.

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