La storica negazionista: "Foibe? Esercito di Tito non c'entra, poche vittime"

Il convegno del prossimo 10 febbraio a Parma in cui verranno esposte le tesi negazioniste sulle Foibe (con la sponsorizzazione dell'Anpi di Parma) fa ancora discutere. Parla una delle storiche

La storica negazionista: "Foibe? Esercito di Tito non c'entra, poche vittime"

Il convegno del prossimo 10 febbraio a Parma in cui verranno esposte le tesi negazioniste sulle Foibe (con la sponsorizzazione dell'Anpi di Parma) fa ancora discutere. La Lega ha già fatto sapere di voler tagliare i fondi pubblici destinati all'Anpi e l'associazione dei partigiani ha già respinto le accuse. Ma adesso ad accendere ulteriormente questo dibattito c'ha pensato Alessandra Kersevan che con Claudia Cernigoi e Alessandro Sandi Volk tra gli autori del sito www.diecifebbraio.info, il sito che raccoglie gli interventi del convegno revisionista del prossimo 10 febbraio. All'Adnkronos la storica espone le sue teorie: "L'esercito di liberazione jugoslavo non ha mai infoibato nessuno, non c'è nemmeno un documento che attesti questo. Quei fatti nella maggioranza dei casi sono stati frutto di vendette personali".

A questo punto la storica entra nel merito delle polemiche di questi giorni e afferma: "C'è un clima di caccia alle streghe. Noi siamo semplicemente dei ricercatori che pensano che le vicende storiche vadano affrontate sulla base dei documenti e lette nel loro contesto storico, sopratutto vicende come quelle del confine orientale, piene di implicazioni politiche e culturali, e anche di pregiudizi. Negli anni il nostro gruppo ha affrontato tutti gli aspetti della questione, dalla prima guerra mondiale in poi. D'altra parte, il tema è stato al centro dei lavori di una commissione storica italo-slovena nel 1993". Poi la Kersevan prosegue sulla sua teoria negazionista: "L'esercito di liberazione jugoslavo non ha mai infoibato nessuno, non c'è nemmeno un documento che attesti questo - sottolinea l'esperta - Tutto quello che viene detto e spacciato come verità indiscutibile è nei fatti la propaganda preparata nel 1943 dai servizi nazifascisti e negli anni successivi nel clima da guerra fredda. D'altra parte, tra il 1946 e il 1947 sono stati fatti decine di processi, ci sono state condanne e assoluzioni, e tra i condannati ci sono stati molti italiani. Il che conferma che non è stato l'esercito di liberazione jugoslavo a ordinare questi fatti, che, invece, nella maggioranza dei casi, sono stati frutto di vendette personali. Altra cosa sono stati poi gli arresti di repubblichini e fascisti da parte degli jugoslavi". Secondo Kersevan, anche se oramai "neppure gli storici più schierati parlano più di pulizia etnica". Infine parla anche delle cifre: "Fino a qualche anno fa si parlava di 50mila, adesso nessuno si spinge a parlare di più di 10mila infoibati. Anche se in realtà sono molti di meno".