Il libro della Meloni a scuola manda in tilt la sinistra

Colpisce come sia stato costruito un caso per attaccare strumentalmente Giorgia Meloni quando lei stessa, attraverso il suo ufficio stampa, ha smentito di aver ricevuto l'invito a presentare il suo libro in un Istituto superiore a Messina e sottolineato la propria contrarietà a qualsivoglia imposizione di eventi politici agli studenti nelle scuole

Il libro della Meloni a scuola manda in tilt la sinistra

Dal 1968 in avanti la scuola italiana è stata permeata dal pensiero di sinistra, parte del corpo docente e l’orientamento dei programmi ha assunto una precisa direzione ideologica. Intere generazioni di studenti sono stati costretti a subire occupazioni, assemblee autoproclamate, programmi extracurricolari con un preciso orientamento politico-culturale. Nelle scuole italiane non si contano i convegni, le presentazioni di libri, le conferenze a cui hanno partecipato giornalisti, intellettuali, personalità di sinistra negli ultimi anni senza che nessuno dicesse nulla. Eppure la scuola dovrebbe rappresentare un luogo di dibattito e discussione in cui la libertà di parola ed espressione è garantita a chiunque e dove gli studenti possono costruirsi liberamente una propria opinione.

Sta facendo molto clamore un’iniziativa prevista per martedì 25 maggio all’Istituto economico statale 'Antonio Maria Jaci' di Messina dove era in programma la presentazione del nuovo libro di Giorgia Meloni “Io sono Giorgia” a seguito di una circolare inviata agli studenti invitando "l'intera comunità scolastica" pena il mancato riconoscimento dei crediti formativi previsti.

È bastato il fatto che si parlasse della presentazione di un libro scritto da un politico di centrodestra affinché si creasse un caso con tanto di comunicato dell’Anpi e un'interrogazione parlamentare annunciata da Fratoianni.

Eppure l’ufficio stampa di Fratelli d’Italia ha smentito “categoricamente la partecipazione del Presidente Giorgia Meloni alla presentazione del libro organizzata dall'Istituto 'Antonio Maria Jacì di Messina per il prossimo 25 maggio” precisando “che il presidente Meloni non ha mai neanche ricevuto un invito a questa iniziativa e non avrebbe in ogni caso accettato, ritenendo da sempre che la presenza degli esponenti politici nelle scuole non possa essere in alcun modo imposta agli studenti”.

Una presenza politica nelle scuole che, direttamente o indirettamente, negli ultimi anni la sinistra ha avallato e consentito. Impossibile non chiedersi cosa sarebbe accaduto al contrario: se un parlamentare di sinistra avesse presentato un proprio libro in una scuola, ci sarebbero state le stesse proteste?

Se lo chiede anche Alberto De Luca, presidente della municipalità che ospita la scuola e riferimento della comunità giovanile messinese di Fdi: “Da sempre la sinistra ha fatto politica a scuola, per una volta che ci trovavamo di fronte alla possibilità che una persona di destra possa parlare agli studenti è successo un finimondo. Ciò che ha creato scalpore è il fatto che la Meloni fosse una persona di destra, certo anche a noi ha sorpreso l’obbligatorietà dell’evento”.

Nonostante dalla scuola trapelino informazioni che si tratti di un’iniziativa extra-curriculare senza obbligo di frequenza e senza crediti intesa come un incontro con l’autore, l'obbligo di partecipazione sarebbe stato sbagliato.

Colpisce come sia stato costruito un caso per attaccare strumentalmente Giorgia Meloni quando lei stessa, attraverso il suo ufficio stampa, ha smentito di aver ricevuto un invito e sottolineato la propria contrarietà a qualsivoglia imposizione di eventi politici agli studenti nelle scuole. Non sorprende però che la sinistra voglia difendere la propria egemonia culturale costruita negli anni nel mondo della scuola proprio attraverso l’uso della politica.