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Stupratori di minori, ladri armati e ricettatori. Ecco chi è recluso a Gjader (ma viene liberato)

Le Corti d'Appello impongono che chi viene espulso e fa domanda d'asilo anche strumentale stia in Italia. Come cambia la norma Ue

Stupratori di minori, ladri armati e ricettatori. Ecco chi è recluso a Gjader (ma viene liberato)
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Chi finisce nel Cpr di Gjader non è un richiedente asilo i cui diritti sono calpestati ma un clandestino senza titolo che va espulso. Lo dico i pedigree criminali di tutti i 536 migranti irregolari reclusi finora in Albania. Nel 2025 i rimpatri sono stati 6.097, il 52% in più rispetto al 2022. Ad oggi sono già duemila (+22%) ma solo 83 da Gjader, e solo da un annetto. Il perché è presto detto: più della metà di loro ha presentato una strumentale richiesta d'asilo, la magistratura si nasconde dietro la Corte di Giustizia dell'Unione europea che sul tema deciderà a giugno sebbene almeno il 30% dei clandestini rimesso in libertà da sentenze fotocopia sia stato pizzicato a delinquere nuovamente.

L'altro giorno sono stati liberati quattro criminali reclusi nel return hub albanese. Parliamo di delinquenti come M.L. marocchino con precedenti per stupro di gruppo, estorsione, spaccio e sequestro di persona a cui è bastato fare richiesta di protezione internazionale - in modo palesemente strumentale, come ha deciso la commissione per il diritto d'asilo - per essere riportato in Italia a piede libero. Come lui nei giorni scorsi sono stati liberati come i suoi connazionali F. O. e A. A., condannati anche per resistenza a pubblico ufficiale, stupro e furto aggravato. Da Gjader sono passati soggetti come K.M. sedicente cittadino iraniano arrivato dal Cpr di Macomer che negli ultimi 10 anni è stato condannato per una sfilza di reati, dalla ricettazione alla violenza su una ragazza in un viaggio in treno. L'algerino T.Y. è stato condannato per spaccio, ricettazione, armi clandestine, furto, lesioni personali e sequestro di persona. Il senegalese S. A. "famoso" per aver partecipato alla rivolta nel Cpr di Bari (un agente è finito in ospedale per una settimana) era dentro per evasione e possesso d'arma. Il bengalese S.M. era stato arrestato in flagranza due anni fa per essersi masturbato davanti a un bambino di 6 anni mentre il marocchino L.A.S. si era macchiato di violenza sessuale, minaccia, resistenza, furto aggravato, violazione di domicilio, procurato allarme e danneggiamento.

Qualche mese fa il Viminale è stato condannato dl giudice Corrado Bile a risarcire un migrante con 700 euro perché il trasferimento dal Cpr di Gradisca a Gjader sarebbe "immotivato". C'è anche un combinato disposto di cui si è parlato in questi giorni nel decreto Sicurezza, l'ammissione automatica al patrocinio gratuito per chi ricorre contro un decreto di espulsione (vedi Salvatore Fachile, l'esperto in immigrazione "preferito" dal Pd): significa che non devono dimostrare di averne diritto, tanto che per le Corti d'Appello il migrante deve restare qui in attesa del responso anche se è scontato sarà negativo.

Nei giorni scorsi il premier Giorgia Meloni ha contestato le ordinanze sulle domande d'asilo strumentali perché, oltre a ingolfare le Corti d'Appello con richieste irricevibili, garantiscono a questi clandestini pluricondannati uno status giuridico ingiusto grazie al quale possono muoversi liberamente e impunemente in tutto il Paese fino a far perdere le proprie tracce. Già la sentenza numero 40 depositata a fine marzo la Corte costituzionale ha respinto l'incostituzionalità della norma che dà al questore il potere di disporre il trattenimento del migrante che chiede asilo per evitare l'espulsione per "pericolosità sociale" o "rischio di fuga" anche se la Corte d'Appello non convalida il fermo. Ma presto la cornice giuridica Ue cambierà con l'entrata in vigore del Patto immigrazione e asilo approvato da Bruxelles lo scorso marzo: dal luglio 2027 l'ordine di rimpatrio europeo emesso da uno Stato Ue sarà automaticamente esecutivo in tutti gli Stati.

L'impugnazione al decreto di espulsione non comporterà effetti sospensivi automatici, a meno che l'autorità giudiziaria decida diversamente. Ma per i migranti considerati "pericolosi" il trattenimento cautelare in attesa dell'ok all'asilo potrebbe durare oltre i due anni, "per un periodo non definito". Con buona pace della giurisprudenza creativa.

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