Dall'inferno di sangue del Burundi al paradiso dorato di Parma. Pagava l'Emilia-Romagna di Elly Schlein e il Comune a guida Pd nonostante da anni Fratelli d'Italia denunciasse le opacità e gli sprechi sulla solidarietà. L'arresto del presunto scannatore di suore Guillaume Harushimana nel cuore della Regione rossa è l'ennesima prova della distorsione del sistema di accoglienza che la sinistra incoraggia e foraggia. Harushimana è considerato dalla Procura uno degli ideatori del massacro nel 2014 di tre suore italiane nel convento dei padri Saveriani alla periferia di Bujumbura, capitale del Paese africano.
Le indagini sono partite da un libro del 2024 di Giusy Baioni, collaboratrice del Fatto quotidiano, dal titolo Nel cuore dei misteri. Nel 2015 la cronista scopre da un'intervista radiofonica a una radio africana che due degli sedicenti autori del massacro avrebbero tirato in ballo il 50enne Harushimana, in Italia come operai con permesso di soggiorno per lavoro, attirato dai soldi che l'Italia spediva nel centro giovanile dove lavoravano le missionarie Olga Raschietti (83enne di Montecchio Maggiore, Vicenza), Lucia Pulici (75enne di Desio, Monza e Brianza) e Bernardetta Boggian, (79enne di Padova), uccisa e decapitata da chi aveva sgozzato le consorelle.
Il libro fa breccia in Procura, che ieri chiude il cerchio. Secondo il procuratore Alfonso D'Avino l'operaio di un'azienda agricola non avrebbe fatto alcuna ammissione, "era vicino ai servizi segreti burundesi". Uno dei due presunti killer delle suore, Nduwimana Juvent Juvenali Kiraga, dopo l'intervista a Radio Pubblica Africana del 2015 è stato ammazzato, la radio bruciata e il direttore arrestato. Sappiamo anche che Harushiama fosse sia l'uomo di fiducia del centro dei padri Saveriani che avrebbe voluto salvare i giovani delle varie etnie da un passato di violenze, sia l'ufficiale di collegamento con il governo del Burundi, farcito di ex militari e miliziani con le mani sporche del sangue di chi osa ribellarsi. Da allora Harushimana si sarebbe avvicinato all'associazione che ha gestito quasi 300mila euro di fondi regionali destinati alla sua Parmalimenta anche grazie ad amicizie molto affettuose con i vertici. "Non appena sono emersi indizi la Procura ha investito il ministro della Giustizia che ha il potere di autorizzare l'autorità giudiziaria di procedere per un delitto commesso ai danni di un cittadino italiano da un cittadino straniero in Italia", ha sottolineato D'Avino.
Ma come è possibile che un uomo gravemente indiziato di partecipazione a un triplice omicidio di inaudita ferocia potesse partecipare alla gestione di questa montagna di soldi, ufficialmente fino al 2022? "Era un progetto di cooperazione che nascondeva ritardi, sprechi, inefficienze documentate con dovizia e coperte solo da una stucchevole retorica umanitaria", dice al Giornale il consigliere regionale e capogruppo Fdi in Consiglio comunale a Parma Priamo Bocchi, le cui interrogazioni da quattro anni imbarazzano il Pd. "Dal 2018 a oggi la Regione Emilia-Romagna ha destinato alla sua associazione contributi regionali per 262.363,96 euro tra contributi regionali diretti (82.858,50 euro) e tramite il Comune di Parma (146.346,40 euro) più altri 33.159,06 euro nel 2025 per il progetto "Nutrire il futuro". Secondo Bocchi "era chiaro sin dall'inizio, visti i personaggi coinvolti, che la vicenda rischiava di infangare l'immagine di Parma, sorda alle denunce come la Regione", anzi pronta a sfornare altri 1,8 milioni di euro per il triennio 2025-2027 in un altro progetto.
Agli striscioni Verità per Giulio Regeni Fdi aveva contrapposto la richiesta di verità sulle suore uccise in Burundi, ma il Comune ha preferito non mettere in imbarazzo il Paese con cui da anni intreccia relazioni umanitarie in mano a ex guerriglieri, generali, colonnelli e fedeli del partito Cndd-Fdd.
Non è in discussione la solidarietà e la cooperazione tra Bujumbura e Parma, ma la modalità con cui questi soldi sono stati gestiti: "Il Comune, capofila del progetto Maison Parma, ha fatto calare sulla città un'onta di vergogna difficile da cancellare". Dopo questo arresto qualche testa rotolerà. In modo figurativo, si spera.