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Il super jet invisibile che spaventa l'Iran. Ma servono più armi. "Pronti 50 miliardi"

Timori sulle scorte: il Pentagono convoca le aziende per aumentare la produzione

Il super jet invisibile che spaventa l'Iran. Ma servono più armi. "Pronti 50 miliardi"
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"Abbiamo forniture praticamente illimitate" e "possiamo combattere guerre all'infinito". Donald Trump ha rassicurato così gli americani e gli alleati sulle capacità del Pentagono di continuare a sostenere l'attuale ritmo di bombardamenti sugli obiettivi iraniani e le attuali capacità di difesa aerea. Presto nella basi militare britannica a Fairford potrebbero arrivare anche i bombardieri subsonici B-2, capaci di sganciare bombe da 2mila libbre e quasi invisibili perché difficilmanete intercettabili, già utilizzati nell'operazione Epic Fury partendo dalla base di Whiteman, in Missouri, ma che avrebbero maggiore agilità di azione partendo dall'Europa.

Eppure, la Casa Bianca è preoccupata che le scorte disponibili possano scendere rapidamente sotto i livelli di guardia, compromettendo l'operatività militare americana nell'attuale teatro di guerra e sullo scacchiere globale. Una preoccupazione indirettamente confermata dal capo degli Stati Maggiori Riuniti, Dan Caine, che ai giornalisti ha spiegato che la progressiva distruzione delle capacità militari iraniane, le forze Usa potrebbero iniziare a usare armi "meno sofisticate" per proseguire la campagna. E tuttavia, Reuters e Cnn hanno rivelato che domani il presidente ha convocato nella West Wing i dirigenti dei principali contractor della difesa statunitense, da Lockheed Martin a Raytheon, per discutere di come accelerare la produzione di armi. Un tema che si era già proposto dopo l'invasione russa dell'Ucraina e le continue forniture a Kiev di armamenti prelevati direttamente dalle scorte Usa e nuovamente con lo scoppio della guerra a Gaza. In questi primi giorni di operazioni, leggendo i bollettini di guerra, gli analisti hanno rilevato che il conflitto in Iran ha già consumato più missili a lungo raggio di quelli forniti a Kiev in quattro anni. Il presidente farà pressioni sulle aziende affinché aumentino e accelerino le loro produzioni. Negli scorsi mesi, Trump ha già criticato i contractor della difesa, accusandoli di non investire abbastanza nella produzione. A gennaio, il presidente ha firmato un ordine esecutivo per identificare le aziende ritenute inadempienti e il Pentagono pubblicherà un elenco di quelli che avranno 15 giorni per correggere la situazione. La minaccia, come recentemente per Anthropic, è la risoluzione degli attuali contratti. Alcune aziende sembrano avere già recepito le indicazioni dell'amministrazione. Raytheon, che produce i missili Tomahawk, ha un nuovo accordo con il Pentagono per aumentare la produzione a 1.000 unità all'anno. Attualmente, la Difesa prevede di acquistare 57 missili nel 2026 a un costo medio di 1,3 milioni di dollari ciascuno. In questo contesto, il vice segretario alla Difesa Steve Feinberg negli ultimi giorni ha lavorato a una richiesta di finanziamento supplementare per il Pentagono di circa 50 miliardi di dollari, che potrebbe essere presentata al Pentagono domani.

I nuovi fondi, che si aggiungeranno agli 839 miliardi di dollari già stanziati per il bilancio 2026, serviranno a sostituire le armi utilizzate nei recenti conflitti, compresi quelli in Medio Oriente. La Casa Bianca per il momento non ha confermato questa richiesta, assicurando che gli Stati Uniti dispongono di armi "più che sufficienti" per continuare la guerra.

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