Superbonus ucciso dalla troppa burocrazia

Nuova stretta del ministro Orlando. D'Attis (Fi): "Così si bloccherà tutto"

Superbonus ucciso dalla troppa burocrazia

Il decreto Sostegni-ter, entrato in vigore il 27 gennaio, ha fatto scattare l'allarme delle imprese sul Superbonus, ma anche quello dei tecnici del Senato e quello delle forze politiche che chiedono modifiche immediate alla normativa. Preoccupano gli effetti collaterali dati della stretta contro le frodi, con la possibilità di cedere il credito dei bonus edilizi un'unica volta. Una misura introdotta per evitare che di passaggio in passaggio si moltiplichino le probabilità di truffe e di riciclaggio.

Secondo il dossier del servizio di bilancio del Senato, potrebbe portare a un possibile blocco degli investimenti per mancanza di liquidità e dunque a un danno per le casse dello Stato perché verrebbero a mancare delle entrate già contabilizzate nel bilancio. La regola «potrebbe costituire una misura efficace per il contrasto alle frodi nel settore», ma «risulta suscettibile di ridurre in modo significativo le concrete possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati, attraverso lo strumento delle cessioni del credito, e questo potrebbe dar luogo a ricadute in ordine all'entità degli investimenti futuri nel settore». Il rischio ora è che vi siano maggiori oneri per le casse pubbliche, visto che gli effetti finanziari associati alle detrazioni fiscali sono stati sempre contabilizzati nei saldi di bilancio, che ora potrebbe subire una variazione negativa.

Tutti i partiti chiedono modifiche. «Aumentare la soglia di controllo contro le truffe prosegue è doveroso, tuttavia rendere più farraginoso e burocratico il sistema è un chiaro disincentivo per i tanti che non vogliono restare impantanati in una giungla di carte bollate e verifiche. Non a caso si sta registrando un calo dell'utilizzo degli incentivi per le ristrutturazioni edilizia», dice Mauro D'Attis, Forza Italia. Il M5s vuole «emendamenti per venire incontro alle istanze delle imprese, puntando in primis a recuperare la cedibilità multipla dei crediti d'imposta almeno tra operatori finanziari, quelli soggetti a puntuali controlli». E il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, annuncia una nuova stretta. Il governo sta pensando ad un nuovo intervento per assicurare la sicurezza dei cantieri: le imprese che vorranno sfruttare gli incentivi dei bonus edilizi, a partire proprio dal 110%, dovranno necessariamente applicare i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali, rispettando a pieno tutte le norme in materia di sicurezza sul lavoro.

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