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"Lo disse Padoan...". Così la Meloni zittisce il Pd sul tetto al contante

Nel 2015 l'ex ministro dell'Economia diceva che non c'era alcuna correlazione tra tetto al contante e evasione. Confutando ciò che oggi dice la sinistra di opposizione

"Lo disse Padoan...". Così la Meloni zittisce il Pd sul tetto al contante

Non ci sono legami tra l'aumento del tetto al contante e l'evasione. Lo sostiene il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della sua replica al Senato nel dibattito sulla fiducia, e per ricordarlo cita un uomo non sospettabile di simpatie per la Destra al governo. Meloni si rifà infatti alle parole pronunciate tempo fa dall'ex ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. "Io sono d'accordo con il ministro del Pd Padoan", ha aggiunto, "la Germania e l'Austria non hanno un tetto al contante". "Metteremo mano al tetto al contante", annuncia Meloni, rispondendo alle critiche di chi, da sinistra, invocava proprio il nesso con l'evasione per colpire la proposta della destra sui contanti.

Padoan, attualmente presidente di Unicredit, parlò del tema di fronte all'Associazione Nazionale Magistrati nell'ottobre 2015. ""Ho cambiato idea, non c'è correlazione tra l'uso dei contanti e l'evasione fiscale", disse allora l'ex economista del Fondo Monetario Internazionale passato poi al governo col Pd.

Ai tempi Ministro di Matteo Renzi, Padoan in manovra con l'innalzamento del tetto ai contanti da mille a tremila euro ha incassato il plauso di aziende e centrodestra. Ai tempi ebbe un serrato confronto con Raffaele Cantone, presidente dell'autorità anticorruzione, che già allora sottolineò come la sua opposizione fosse più di principio che legata a soglie concrete: "La riduzione della soglia non eliminava la corruzione, ma sono contrario a quell'innalzamento, perché ha un valore simbolico, sembra dire purché tu spenda va tutto bene. Senza contare che il cambio continuo delle regole è il contrario della certezza che serve alla lotta contro la corruzione".

Oggi il deputato della Lega Alberto Bagnai, responsabile del dipartimento Economia del partito e depositario della proposta di legge per l'aumento del tetto a 10mila euro, ha risposto al dem Antonio Misiani che aveva proposto proprio questa tematica, citando proprio il Padoan del 2015. Eletto deputato nel 2018 col Pd, Padoan ha nuovamente cambiato strada dichiarando di essere ai tempi contrario alla misura, ma a ben guardare si può sottolineare che da tempo la questione del tetto al contante non è stata esiziale nel quadro della lotta a corruzione e sommerso. Negli ultimi venti anni, dal 2002, il tetto è cambiato dieci volte, in un range compreso tra 12.500 euro e i mille euro. Oggi è a duemila euro, dal prossimo gennaio sarebbe previsto un ritorno a mille euro. L'evasione fiscale, nonostante un passaggio a un livello pari a un sesto dei tempi del governo Berlusconi II, non è caduta infatti in proporzione analoga, scendendo dal 16% del Pil del 2002 a poco più del 12% del 2019, ultimo anno di normalità pre-pandemica. E tutto questo in un contesto che ha visto i maggiori guadagni legati al rientro dei grandi capitali non catturabili col tetto al contante. Il senso, appunto, delle parole della Meloni di oggi e di quelle di ieri che indicavano proprio nei maxi-evasori il bersaglio da colpire con maggior forza.

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