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Ticket, transenne e polemiche: la Fontana di Trevi costa due euro

Da ieri si paga (poco) per visitare l'iconico monumento. L'assessore: "Un omaggio alla bellezza"

Ticket, transenne e polemiche: la Fontana di Trevi costa due euro
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Due monetine non da gettarsi alle spalle ma da versare al Comune di Roma. Alla fine la Fontana di Trevi è sempre stata una faccenda di pochi spicci. E nessuno si scandalizza più di tanto, quindi, se uno dei monumenti più celebri e maltrattati della capitale ha ieri messo su il cartellino del prezzo: due euro per accedere, diritto di lamentarsi incluso.

"Marcello, come here!", urlava Anita Ekberg nella Dolce Vita di Federico Fellini, bagnandosi languidamente nel catino forse più famoso al mondo. Ma da ieri Marcello, se vuole raggiungere la Anitona, deve scucire. E i turisti che ieri hanno accettato di pagare il balzello sembravano piuttosto bendisposti rispetto alla richiesta alla fine piuttosto moderata. Molti infatti ricordavano la Fontana disegnata da Nicola Salvi come un magnifico caos: migliaia di persone accalcate, venditori di souvenir, borseggiatori, gelati colanti, piedi immersi nell'acqua. Ora invece la fruizione è più asettica ma decisamente più tranquilla. La Fontana di Trevi si è imborghesita e alla fine va bene così.

L'assessore capitolino al Turismo, Alessandro Onorato, trova la fontana mezza piena: "Più che di un ticket è un contributo alla bellezza e all'accoglienza. E se la Fontana di Trevi fosse stata a New York avrebbero chiesto almeno 100 dollari". Qualcuno critica le transenne che circondano il monumento, francamente bruttissime, ma lui taglia corto: "Spariranno tra qualche giorno e arriverà un arredo urbano in linea con la bellezza di questo luogo".

La misura comunque sembra aver sortito i suoi effetti. Ieri a metà giornata risultavano circa 3mila biglietti venduti, 2.300 attraverso la prevendita e il resto in loco. Ieri i "cancelli" sono stati aperti dalle 9 alle 22, come da oggi accadrà soltanto nel fine settimana, mentre nei giorni feriali l'orario sarà ridotto, dalle 11,30 alle 22. L'accesso sarà in ogni caso gratuito per i residenti della Capitale e della Città Metropolitana ("con presentazione del documento di identità"), così come "per le persone con disabilità e relativo accompagnatore, i minori con età inferiore ai 6 anni, le guide turistiche". Il Campidoglio conta di incassare con il ticket "der fontanone" circa 6 milioni di euro al mese, soldi che in parte verranno impiegati per stipendiare i 18 giovani tra hostess e steward che da ieri assistono coloro che vogliono visitare il monumento.

Tutto bene, dunque? No, c'è anche chi dice no.

Come l'architetto Massimiliano Fuksas, che alla trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora così si sfoga: "È pessima l'idea far pagare l'ingresso a Fontana di Trevi, i monumenti non li farei pagare. E se fosse possibile non farei pagare nemmeno l'autobus". Ora non esageriamo.

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