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Primarie aperte: l’arma di Conte per conquistare la leadership

L’offensiva mediatica del grillino che punta a guidare la coalizione: "Stabiliremo le regole"

Primarie aperte: l’arma di Conte per conquistare la leadership
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La spada al mattino, il fioretto di pomeriggio, ma sempre provando a dettare l'agenda al Pd. Con tanto di pressing agli alleati sulle primarie: "Siano aperte e non di partito e non ci siano automatismi". E, quindi, secondo Giuseppe Conte il meccanismo per cui il candidato premier è il leader del partito che prende più voti "funziona a destra, non nel campo progressista". Se non è una discesa in campo, quella del capo del M5s, poco ci manca. Ed è così che, in un incastro di tempistiche fortuite, il nuovo libro di Conte segna, inevitabilmente, il suo ingresso nel ring dei pretendenti a Palazzo Chigi, a poco più di un anno dalle elezioni politiche. Quella dell'ex premier è un'offensiva mediatica su tutti i fronti. Dalle anticipazioni ai giornali degli estratti del suo "Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l'Italia" al tour delle presentazioni. La prima, ieri al Tempio di Adriano a Roma, riservata alla stampa ma con quasi tutti i parlamentari del M5s schierati nel pubblico. Però i petardi scoppiano con gli stralci pubblicati da alcuni quotidiani. Con tanto di ritorno di Luigi Di Maio. Conte punta Beppe Grillo e Mario Draghi, oltre all'ex capo politico. Accusa Di Maio, Matteo Renzi e Lorenzo Guerini di aver orchestrato un "attacco concentrico" per bruciare il nome di Elisabetta Belloni nella corsa al Quirinale nel 2022. Altro nodo gli equilibri nel M5s ai tempi del governo Draghi. Con Conte che imputa all'ex Garante "l'errore politico dell'idea di costruire un rapporto personale con Mario Draghi". E anche qui torna l'attuale Rappresentante Ue per il Golfo, con "il tentativo di Draghi di convincere il fondatore del M5s a isolare il sottoscritto e ad appoggiare Di Maio". Ed ecco la replica al veleno di Di Maio. Che parla di "episodi falsi" e colpisce: "Oggi quei draghiani sono tutti suoi alleati nel cosiddetto campo largo". Conte ribatte durante la presentazione pomeridiana: "Mi ha molto stupito che, con tutto quello che sta succedendo in Medio Oriente, Di Maio abbia avuto il tempo di leggere la rassegna stampa".

Nella stessa occasione, in una sala piena di giornalisti ed eletti del M5s, Conte non arretra sulle primarie. "Stabiliremo le regole, saranno primarie aperte, non del M5s, del Pd e di Avs. Non devono essere primarie di partito". Un avvertimento al Pd e agli altri azionisti del Campo largo, tentati dal "federatore". Ad ascoltare l'ex presidente del Consiglio, che ambisce al ritorno a Palazzo Chigi, tra gli altri, ci sono Virginia Raggi, Paola Taverna, Rocco Casalino, Vittoria Baldino, la presidente della commissione Vigilanza Rai Barbara Floridia. Assente Chiara Appendino. Ma se il M5s è al gran completo, mancano il Pd e Avs. Conte cammina sul velluto.

Dice di essere stato "incuriosito dal cattolicesimo democratico" e cita Kennedy, spiega di non avere paura dei ricorsi di Grillo e rivendica di aver avuto un "buon rapporto" con Trump pur senza subalternità. Ma la sintesi, tra le colonne del Tempio di Adriano, la offre uno dei presenti, uscendo dalla sala con il libro dell'ex premier tra le mani: "Conte? Non è un fesso, è un vecchio democristiano".

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