Trattori, marcia su Roma. Ma c'è il rischio infiltrati

I leader di Riscatto Agricolo si sfilano dalla manifestazione di giovedì al Circo Massimo: "Non c'è spazio per i provocatori"

Trattori, marcia su Roma. Ma c'è il rischio infiltrati
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Resta alta la protesta degli agricoltori ma crescono anche i timori per la manifestazione di giovedì al Circo Massimo. Su cui il movimento si spacca. Riscatto agricolo, che raggruppa la maggioranza dei manifestanti in presidio nelle ultime settimane, teme «infiltrazioni violente» e si dissocia dalla piazza convocata dal Cra, i Comitati riuniti agricoli guidati da Danilo Calvani, l'ex leader dei Forconi. E cioè l'uomo che il ministro dell'Agricoltura Lollobrigida ha dichiarato di non aver voluto incontrare in queste settimane perché considerato «non rappresentativo» della categoria. Calvani ieri ha invitato «tutti gli agricoltori a partecipare, anche a quelli di gruppi che hanno avanzato critiche nei nostri confronti. I problemi della categoria sono gli stessi per tutti. Non vogliamo in piazza infiltrati violenti né bandiere di partiti e sindacati». Il Cra, dice, è «aperto al dialogo con gli altri gruppi in mobilitazione in questi giorni». L'invito in piazza viene però respinto da Salvatore Fais, tra i leader di Riscatto agricolo: «Anche noi siamo disponibili a un dialogo per portare avanti le battaglie degli agricoltori, ma giovedì non saremo in piazza per timori di infiltrazioni violente». E ieri un membro del direttivo Cra, che preferisce restare anonimo, ha spiegato di essersi dimesso per «la non chiusura ai gruppi di estrema destra che girano intorno Roma alle manifestazioni programmate per giovedì. Non ci saranno solo agricoltori. Il Cra non era affidabile». È previsto un corteo di 15 trattori attesi, promette Calvani, da «ventimila persone» al Circo Massimo. I «timori» si collegano alla presenza dell'ex leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, che da giorni ha annunciato di voler partecipare con la sua Ancora Italia: «Nessuno spazio ci sarà per infiltrati e provocatori», assicura.

Tra le tensioni e le spaccature restano però le istanze di una categoria che nonostante l'intervento diretto della premier Meloni al vertice con le sigle del comparto, chiede azioni concrete a partire dal tavolo ministeriale promesso da Lollobrigida. Tradotto, i movimenti che animano i presidi in tutta Italia non si fidano, perché all'incontro a Palazzo Chigi c'erano Cia, Confagricoltura, Coldiretti. Associazioni da cui i manifestanti sui trattori si sono dichiarati da subito distanti perché dicono di non sentirsi «rappresentati». Non basta l'esenzione Irpef per i redditi agricoli sotto i diecimila euro in arrivo già oggi col Milleproroghe e «il cambio di marcia» sottolineato dalla premier rispetto alle politiche Ue additate dal settore.

Gli agricoltori non vedono soluzioni imminenti sul tema più sensibile negli appelli rivolti all'esecutivo: i prezzi dei prodotti agricoli, così bassi da strozzare le aziende. È l'ultimo anello di una catena che parte da Bruxelles e dalla famosa Politica agricola europea, Pac. Con i limiti imposti sui terreni coltivabili e politiche generalizzate che non tengono conto delle peculiarità dei singoli territori, di cui l'Italia è esempio rappresentativo per conformazione e morfologia.

Quanto alle sovvenzioni Ue, ai piccoli agricoltori italiani sono arrivate briciole. Secondo uno studio dell'Associazione Rurale Italiana sugli aiuti distribuiti dalla Pac nel 2021, pari a tre miliardi e mezzo di euro, il 52 per cento degli agricoltori italiani ha preso da zero a 1250 euro

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