"Traumi interni", su Chiara un'aggressione sessuale

L'esito dell'autopsia non ha chiarito la causa del decesso, resta in cella il killer Impellizzeri

"Traumi interni", su Chiara un'aggressione sessuale

L'autopsia durata quattro ore sul corpo di Chiara Ugolini non ha permesso di determinare con esattezza la causa della morte. L'esame autoptico ha riscontrato diversi traumi interni, alla nuca, al torace, all'addome, segno di una colluttazione violenta con l'aggressore, Emanuele Impellizzeri, suo vicino di casa, ma nessuna lesione che da sola spieghi la causa del decesso. Da approfondire, l'entità dei danni causati dalla candeggina, messa sullo straccio usato dal killer, che Chiara è stata costretta ad ingerire.

Impellizzeri si trova recluso nel carcere di Sollicciano. È accusato di omicidio aggravato, secondo le accuse della procura di Verona, dall'aver agito per «motivi abietti» e con «crudeltà». Nella misura cautelare in carcere, confermata dal gip del tribunale di Firenze Angela Fantechi, il giudice ha tenuto conto anche dei precedenti penali del presunto assassino, nonché del concreto pericolo di fuga. Fuga che Impellizzeri aveva già iniziato quando nella serata di domenica è stato fermato dalla polizia stradale di Firenze sull'A1 mentre in moto si stava dirigendo verso Sud. Dopo la convalida del fermo di ieri, gli atti arriveranno al tribunale di Verona, che dovrà confermare la misura cautelare.

Chiara, 27 anni, è stata trovata uccisa nel suo appartamento a Calmasino di Bardolino (Verona). La ragazza presentava un'unica fuoriuscita di sangue dalla bocca, compatibile con l'ipotesi di un'emorragia interna e di una spinta che l'avrebbe fatta cadere a terra, come detto dal killer, 38 anni. Intanto, sulla base degli accertamenti svolti dai carabinieri, emerge che l'uomo si sarebbe introdotto nell'appartamento da una delle finestre di servizio della scala del condominio, che dà accesso al terrazzino dell'appartamento della vittima. L'aggressore non si sarebbe dunque introdotto nell'alloggio arrampicandosi dal suo balcone, come ipotizzato in un primo momento. All'interno della casa la ragazza ha sorpreso Impellizzeri e ne è nata una colluttazione, culminata con l'aggressione mortale in cucina.

I carabinieri continuano a indagare per arrivare a scoprire anche il movente. Sembra escluso ormai quello economico, il furto, così come quello da ricondurre a liti condominiali. Sembra farsi strada il movente dell'aggressione a scopo sessuale. Quando è stato fermato, oltre a essere sporco di sangue, Impellizzeri presentava graffi al volto, segni evidenti della colluttazione.

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