L'attacco americano in Venezuela "è stata una delle dimostrazioni più straordinarie, efficaci e potenti della forza e della competenza degli Stati Uniti". Donald Trump celebra con una conferenza stampa da Mar-a-Lago il blitz notturno nel corso del quale è stato catturato il presidente Nicolas Maduro e cita la Dottrina Monroe del 1823, formulata dal presidente James Monroe e utilizzata per giustificare gli interventi militari statunitensi in America Latina. Ma il tycoon la personalizza in chiave contemporanea ribattezzandola "Dottrina Don-Roe", che "è una grande cosa". "Il dominio americano nell'emisfero occidentale non sarà mai più messo in discussione", sottolinea il comandante in capo Usa, con a fianco il capo del Pentagono Pete Hegseth e il segretario di stato Marco Rubio.
E spiega che gli Usa prenderanno il controllo del Venezuela: "Governeremo il Paese fino a quando non potremo effettuare una transizione sicura, corretta e oculata. Non possiamo rischiare che qualcun altro prenda il potere in Venezuela senza avere a cuore gli interessi dei popolo e si ripeta la stessa situazione che abbiamo avuto negli ultimi anni. L'operazione era necessaria per contrastare il narcotraffico". Il processo, avverte, richiederà "un certo periodo di tempo". Non è chiaro come Trump intenda gestire il Venezuela: lui si limita a precisare che "stiamo designando delle persone e faremo sapere chi sono", ma nonostante la spettacolare operazione notturna che ha causato un blackout in parte di Caracas e ha portato alla cattura di Maduro all'interno o nei pressi di una delle sue residenze segrete, le forze statunitensi non hanno il controllo del Paese e il governo del deposto presidente sembra essere ancora al potere. Tuttavia, The Donald indica che gli Usa "non hanno paura di schierare truppe sul terreno".
L'operazione - l'intervento più diretto di Washington in America Latina dall'invasione di Panama del 1989 - è stato un "attacco senza precedenti dai tempi della Seconda Guerra Mondiale" e nessun'altra nazione "avrebbe potuto ottenere ciò che gli Usa hanno ottenuto ieri", continua il tycoon, definendola una delle dimostrazioni "più straordinarie, efficaci e potenti della forza e della competenza militare americana nella storia degli Stati Uniti". Avvisando Colombia e Cuba: "Il presidente colombiano dovrebbe guardarsi il didietro. Cuba sta fallendo, vogliamo aiutare la popolazione". Trump spiega che Maduro e sua moglie, Cilia Flores, si trovano a bordo della Uss Iwo Jima e sono diretti a New York (dove lui potrebbe comparire in tribunale già domani per affrontare accuse di narcotraffico e terrorismo) dopo essere stati catturati e prelevati dal Venezuela in elicottero. Quindi, rivolto ai venezuelani, promette che avranno "sicurezza, giustizia e un Paese che è potenzialmente grande".
L'intervento degli Stati Uniti per l'inquilino della Casa Bianca aprirà nuove opportunità per le compagnie petrolifere statunitensi, che presto parteciperanno a massicci progetti energetici nel Paese. "Come tutti sanno, il settore petrolifero in Venezuela è stato un fallimento totale per un lungo periodo di tempo - afferma - Stavano estraendo una quantità irrisoria di petrolio rispetto a quanto avrebbero potuto". Ora le compagnie Usa, le più grandi al mondo, "interverranno, investiranno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture petrolifere gravemente danneggiate e inizieranno a generare profitti per il Paese".
La leader dell'opposizione sostenuta dagli Stati Uniti, Maria Corina Machado, vincitrice del premio Nobel per la Pace lo scorso anno, ha scritto sui social media che "è arrivata l'ora della libertà", ma Trump è cauto sul fatto che possa emergere come nuova leader. Al contrario, indica che potrebbe collaborare con la vice di Maduro, Delcy Rodriguez, dicendo che lei "è sostanzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere di nuovo grande il Venezuela".