Leggi il settimanale

Trump, attacco bis al Papa. "Mette a rischio i cattolici"

Il tycoon: "Per lui accettabile l'atomica all'Iran". E il Pontefice: "Annuncio il Vangelo, chi vuole criticare lo faccia con verità"

Trump, attacco bis al Papa. "Mette a rischio i cattolici"
00:00 00:00

Il Papa "sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Donald Trump sferra un nuovo attacco contro Leone XIV alla vigilia della visita in Vaticano del segretario di Stato Marco Rubio proprio nel tentativo di ricucire i rapporti tra Washington e la Santa Sede, dopo la precedente offensiva verbale del presidente contro il primo Pontefice americano. Intervenendo ai microfoni di Hugh Hewitt, conduttore radiofonico conservatore del network Salem News, Trump ha affermato che il Papa "preferirebbe discutere del fatto che, a suo dire, è lecito per l'Iran possedere un'arma nucleare, un'idea che, a mio avviso, non è affatto positiva". "Credo stia mettendo in pericolo molti cattolici e molti altri - ha detto il tycoon - Immagino che, se la decisione spettasse a lui, riterrebbe del tutto accettabile che Teheran possieda un'arma atomica".

Leone non ha mai sostenuto questa teoria, ma ha ripetutamente manifestato la propria opposizione alla guerra contro il Paese e alla conseguente escalation del conflitto in Libano e nell'intero Medioriente, invocando cessate il fuoco e il ritorno al dialogo. Concetti che il Pontefice ha ribadito, con una sottile vena polemica, a Castel Gandolfo, prima di rientrare in Vaticano, e dopo il nuovo attacco del leader americano: "Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità - ha detto il Papa - La chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c'è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio".

"Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, la pace come direbbe San Paolo in ogni occasione opportuna e inopportuna", ha sottolineato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin a margine delle celebrazioni dell'ospedale di San Giovanni Rotondo.

Il 13 aprile Trump ha lanciato una critica durissima al Pontefice definendolo "debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera". "Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare. Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che abbiamo attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Usa e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando da noi assassini, spacciatori e criminali violenti - ha tuonato The Donald - E non voglio un Papa che critichi il presidente poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia". "Non ho paura, non intendo dibattere con lui", si è limitato a commentare il Pontefice in viaggio in Africa. Poi, pure il vice presidente JD Vance ha rincarato la dose, sostenendo che il Vaticano dovrebbe "attenersi alle questioni morali". "Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse il presidente degli Stati Uniti a occuparsi di definire le politiche pubbliche americane", ha aggiunto Vance, che si è convertito alla fede cattolica in età adulta.

Ieri, invece, l'ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede Brian Burch ha sottolineato che "le nazioni possono avere dei dissidi, ritengo tuttavia che uno dei modi per superarli consista proprio nella fraternità e in un dialogo autentico".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica