Se alla Delta Force sono bastati pochi minuti per permettere agli Stati Uniti di rivendicare la guida del Venezuela fin quando non ci sarà un governo "stabile e sicuro", un'immagine della Groenlandia coperta dalla bandiera americana ha impiegato ancor meno, ieri, a riaccendere le tensioni tra Usa e Danimarca. Non un meme di qualche squinternato, né una delle provocazioni legate alla guerra ibrida proveniente dall'estero. Ma un post pubblicato su X da Katie Miller, moglie di Stephen Miller, vicecapo dello staff di Trump e tra i più stretti collaboratori di The Donald; già consigliere del presidente durante il primo mandato. L'immagine della Groenlandia sovrastata dalle Stelle e Strisce del drappo Usa accompagnata da una sola parola in maiuscolo, "PRESTO", è apparsa all'indomani del blitz nello Stato sul Mar dei Caraibi, facendo scattare l'allerta nell'Artico per il destino di un territorio controllato da un Paese Nato, la Danimarca. E con Mosca che già irride l'Ue. Kirill Dmitriev, inviato di Putin, ha preso di mira l'Alta rappresentante Kallas ironizzando sul mancato riconoscimento da parte di Bruxelles di Maduro: "La Groenlandia sarà la prossima? Kaja finirebbe probabilmente per essere favorevole...".
L'importanza strategica della Groenlandia, le sue risorse naturali a partire da gas, petrolio e minerali per l'hi-tech, sono note.
Il presidente degli Stati Uniti aveva già detto di metter piede su un territorio con densità abitativa tra le più basse al mondo (56mila abitanti per 2 milioni di km quadrati) ma da tempo pedina cruciale del domino globale tra Stati Uniti, Russia e Cina. E che ora rischia di incrinare ulteriormente il rapporto tra il Paese fondatore dell'Alleanza atlantica e gli europei. Dopo la foto della Miller, podcaster 34enne conservatrice, nota nel circuito Maga anche per aver lavorato alle campagne dei Repubblicani, ha reagito l'ambasciatore danese negli Usa, pretendendo "il pieno rispetto per l'integrità territoriale" danese ricondividendo su X il post della Miller. "Solo un promemoria amichevole sugli Usa e il Regno di Danimarca: siamo alleati - scrive Jesper Sørensen -. La sicurezza degli Usa è anche quella della Groenlandia e della Danimarca". Ricorda che il regno ha stanziato 13,7 miliardi di dollari nel 2025 "perché prendiamo sul serio la sicurezza comune" nella Nato.
Ma poco dopo la sortita del diplomatico che non ha preso bene la provocazione del volto trumpiano (la Miller ha lavorato pure al Dipartimento di Sicurezza interna e per il vicepresidente Pence nel Trump I) è arrivata la conferma dal comandante in capo. A The Atlantic, che chiedeva a Trump se l'attacco al Venezuela potesse essere preludio ad azioni militari per il controllo della Groenlandia, il presidente ha detto che gli Usa ne hanno "assolutamente bisogno per motivi di difesa", perché "circondata da navi russe cinesi".
Poco prima, al post della Miller aveva replicato il premier della Groenlandia: "Non c'è motivo di farsi prendere dal panico né preoccuparsi", secondo Orla Joelsen, "il nostro Paese non è in vendita e il futuro non è deciso sui social, ma ci sono tutte le ragioni per denunciare la
mancanza di rispetto".L'episodio segue la nomina di Trump del governatore della Louisiana Jeff Landry a inviato speciale per la Groenlandia. A sera la reazione ufficiale della premier danese Mette Fredriksen: "Basta minacce".